Concordato Preventivo

Ospedale Miulli e Croce d'oro: è concordato


Ai creditori finiranno circa 89,7 milioni di euro. L'avvocato: "E' la prima volta in cui viene applicata la nuova legge". E' stato messo in vendita lo storico edificio ad Acquaviva delle Fonti: la Regione sembra aver mostrato il suo interesse.

Miulli, il concordato ha salvato le sorti dell'ospedale. E ora prende il via la partita per la vecchia sede. Un passo importante per poter salvare quel luogo. L’ente ecclesiastico Miulli di Acquaviva ha ottenuto il concordato preventivo. Tutto ciò è stato deciso dai giudici della sezione civile del tribunale di Bari che hanno deciso di rigettare le opposizioni proposte da cinque creditori. Una decisione che ha finalmente confortato i 1.200 dipendenti dell’ospedale che dal 2013 stanno affrontando i tagli e sacrifici in busta paga perché venga ridotto il debito.

I dati dei commissari giudiziari sono stati positivi

Il tribunale ha fornito la propria opinione sulla fattibilità della proposta di pagamento dei creditori portata avanti dall’ente, andando a riportare i primi dati positivi forniti dai commissari giudiziari Massimo Di Rienzo, Francesco Campobasso e Emmanuele Virgintino sull’andamento della gestione durante la procedura di concordato. Con l’omologa adesso si può giungere alla fase esecutiva, che porterà ai pagamenti secondo quanto previsto nel piano.

L’ente aveva presentato la proposta ai creditori per il pagamento in totale delle spese di procedura pari a 2,7 milioni di euro entro il 30 giugno 2014, il pagamento integrale dei creditori privilegiati e ipotecari assieme agli interessi stimati fino al loro soddisfacimentoo pari a 19,3 milioni di euro entro dicembre 2014 e il pagamento dei creditori chirografi, che  salgono direttamente fino a 189 milioni di euro, nella misura del 35,9 per cento del credito (pari a circa 68 milioni di euro), entro il 31 dicembre 2018. Nel suo totale l’ente dovrà quindi iniziare a pagare debiti per circa 89,7 milioni di euro.

I risultati del 2013 sono stati di sicura importanza

Decisivi per il via libera del tribunale sono stati i risultati economici e finanziari raggiunti nel 2013 e durante il primo trimestre del 2014. Risultati sicuramente migliori rispetto a quanto previsto dal piano stando a quanto scritto dagli stessi giudici. Nel 2013 il risultato operativo è migliortao di 3,5 milioni di euro rispetto al dato che era stato immesso nell'anno. Per quell’anno erano stati previsti 9,8 milioni di euro, ma a consuntivo si era giunti ad un risultato operativo di 13,3 milioni di euro. Una tendenza positiva alla quale si era fatto riferimeto anche nei primi tre mesi del 2014. Tra le misure previste nel piano dell’ente, è stata prevista anche la dismissione degli immobili di proprietà.

Tra questi è presente anche il vecchio ospedale Miulli, che l’ente ha messo già a tutela dei creditori. Ora si andrà verso la vendita con i tempi concordati con la procedura e con le modalità fissate dal tribunale. È probabile che i giudici possano decidere di aggiudicarlo direttamente alla Regione, altrimenti si andrà avanti con una gara pubblica. Quel che è certo è che la Regione ha detto chiaramente di aver messo da parte 4,5 milioni di euro per acquistare l’ospedale. I soldi della vendita dell’immobile andranno, dunque, a soddisfare ulteriormente le richieste dei creditori.

“Si è usato uno strumento tecnico nuovo quale il concordato preventivo in continuità aziendale – ha commentato il professor Vincenzo Chionna, che insieme con Domenico Liantonio e Silvia Maggio ha difeso l’ente in tribunale – uno strumento introdotto solo nel 2012 che ha garantito la tutela degli interessi dei creditori e dei dipendenti”. Il governatore dell’ente, monsignor Giovanni Ricchiuti dichiara soddisfazione: «Ora rafforziamo il ruolo dell’ospedale nell’offrire assistenza sanitaria adeguata».

Ammesso il Concordato per la Croce d'Oro

Il Tribunale di Prato ha deciso di ammettere la proposta di accordo da "sovraindebitamento" presentata dalla Croce d'Oro e attestata dal professionista, Evaristo Ricci. Il percorso di omologazione avrà il suo inizio da luglio e porterà, in caso di adesione da parte dei creditori, all’avviarsi di un percorso di risanamento che andrà a consentire all'associazione di volontariato di portare avanti la propria centenaria attività.
Il primo appunto di tale accordo consta di ben 52 pagine, prevede che l'attività della Onlus vada avanti, attraverso però il controllo di un professionista, nominato dal Tribunale, che vada a curare le attività di liquidazione, dei pagamenti dei fornitori e che vigili sul rispetto da parte dell'associazione del piano di "sovraindebitamento". Altro punto della proposta presentata al Tribunale, è quello della continuità e dell'operatività dell'attuale consiglio direttivo della Croce d'Oro. In questo modo si garantisce la possibilità di rispettare il piano con la predisposizione di budget di carattere trimestrale. L'associazione dovrà poi andare ad individuare e assumere una figura in qualità di manager che vada a guidare e coordinare l'attività generale. Per quanto concerne la situazione di debito, avverò il pagamento integrale nei confronti dei dipendenti, con interessi. E lo stesso si può dire per il tfr dei lavoratori licenziati. Il pagamento deve avvenire per intero pure per i fornitori e terzi muniti di privilegio, compresi i professionisti, e dei debiti verso gli istituti previdenziali e l'erario.
Sul fronte patrimoniale, il piano dovrebbe portare a reddito degli immobili di via Niccoli con l'affitto degli spazi del salone Zelindo Mannelli per poter svolgere varie attività, di una porzione del primo e secondo piano della palazzina uffici e di circa 350 metri quadri da portare ad eventi legati al circolo o a nuove attività sanitarie. Per gli immobili di Montale e San Giorgio a Colonica si prevede invece la messa in vendita, così come per alcuni automezzi. Si parla, poi, di rivedere i mutui ipotecari residui con prolungamento del periodo di ammortamento in venti annualità.