Concordato Preventivo

Matarrese chiede concordato preventivo


Le filiali in Albania e in Marocco hanno continuato a vivere in armonia ed autonomia anche in via successiva alla dichiarazione di insolvenza.
Ci sono poi stati dubbi sul valore effettivo degli appalti e sulla transazione fiscale dell'genzia delle Entrate. Ci sono, poi, 280 milioni di euro di debiti e un piano di salvataggio abbastanza delicato.

Il Tribunale di Bari ha avviato il procedimento per revocare il concordato

A seguito della relazione depositata il 19 gennaio dai commissari giudiziali Fabio Di Cagno e Nicola Notarnicola, il Tribunale ha fatto partire un procedimento attraverso il quale ha revocato il concordato avviato poco tempo prima, ovvero a Novembre. Se il 16 febbraio non saranno date motivazioni convincenti, la Matarrese andrà incontro al fallimento per certo e senza ombra di dubbio.

La Quarta sezione civile ha notificato l'ordinanza alla Matarrese proprio in questi giorni

L’ordinanza della Quarta sezione civile, presieduta da Rana, con relato Cassano è stata sottoposta a notifica proprio giorni fa da alcuni creditori. Fino al 2013 la Matarrese era la maggiore impresa di cstruzioni del Mezzogiorno.
Il Tribunale ha praticamente aderito ai dubbi dei commissari che avevano espresso le loro criticità in ben 18 pagine di relazione relativa al possibile salvataggio aziendale, ormai poco significativo e non possibile, giàcchè la situazione contabile sembrava essere molto diversa rispetto a quella dimostrata dalla società, o meglio esposta. Dunque, revisione totale dei conti.
La proposta di riacquisto dei Matarrese, attraverso una società del gruppo, chiamata la Strada e Condotte, della newco alla quale sono stati poi portati gli appalti esistenti, è, adesso, stando alla relazione dei commissari, priva di garanzie. I Matarrese dovevano rilasciare entro il mese di settembre, un pegno relativo a terreni edificabili.

La parte più delicata concerne le filiali all'estero

La parte più delicata è quella relativa alle filiali estere, ovvero, qualla albanese. Nel 2009 sono stati ottenuti con la Salini degli appalti per realizzare la strada Scutari-Hani i Hotit, appalto che non è stato inserito tra quelli che sono stati ceduti alla nuova società operativa. Il Tribunale ha rilevato che proprio dai conti dislocati in Albania da aprile a settembre 2014 sono partiti bonifici per 1,97 milioni privi delle relative autorizzazioni da parte del giudice, di cui non erano a conoscenza i commissari, ma anche relativamente alle medesime società italiana, come la Matarrese ha voluto specificare ai commissari il 24 Dicembre. Infatti, stando alle prime risultanze, i pagamenti di cui sopra sarebbero stati necessitati al fine di evitare consguenze sia sul patrimonio aziendale che attinenti alla sicurezza de personale. Questi incassi, nonché pagamenti, sarebbero generati da conseguenze serie sia sul patrimonio dell'azienda che sulla sicurezza della persona. Gli incassi e i pagamenti ala sede italiana sarebbero stati fatti senza la presenza delle informative.
Il dott. Francesco Vitiello, inoltre, che amministra la filiale albanese e ha dato il via ai pagamenti di cui abbiamo parlato, non sembrerebbe avere i poteri necessari per farlo ed il suo incarico sarebbe stato terminato il 31 dicembre 2013.

Circa ciò che è accaduto in Marocco, relativamente ai contenuti del ricorso, perché venga ammesso al concordato, per i commissari non si spiegherebbe “la mancanza di un’informativa adeguata circa la struttura organizzativa e gestionale delle commesse”. Ovvero, i commissari vorrebbero comprendere come mai un credito pari a 10 milioni diretto alle collegate marocchine sia stato sottoposto per intero a svalutazione, e anzi, proprio relativamente a tali appalti siano stati previsti dei fondi a rischio che raggiungono gli 11 milioni: l’ufficio delle ferrovie marocchine ha effettuato l'escussione di una fideiussione per un presunto ritardo nel completare la linea ferroviaria.

I giudici hanno poi specificato che non si può ancora comprendere a quanto ammntino gli appalti residui, né quelli che dovrebero essere acquistati da un'altra società familiare, sé relativamente ai fondi per il sostegno del risanamento aziendale.
Il Tribunale ha precisato che dall'esito delle trattative col ceto bancario circa la concessione di linee di credito autoliquidanti, presentate come fatture anticipati, per una somma pari a 17 milioni, non si riesce a capire molto.
Tali elementi dovranno essere sottoposti a contraddittorio con la società. Sarà poi il Tribunale a decidere se andare avanti con il concordato oppure provvedere alla dichiaraizone di fallimento. La Matarrese, intanto, dice di attendere prima giungere a conclusioni. Infatti, Salvatore Matarrese ha chiarito di non essere allarmato, in quanto, sarebbero state rispettate le norme di legge. Per cui, bisogna attendere i prossimi giorni per esaminare la correttezza dell'opera della Matarrese.