Concordato Preventivo

La Floit riapre dopo concordato preventivo e fallimento


Se qualcuno lo ricorda, era il fiore all’occhiello della produzione industriale di Vazzola, nel Trevigiano. Dunque, stiamo parlando di un’azienda che era molto nota.

Dopo un tentativo di concordato preventivo, fallì dopo un anno. La notizia fresca è che tra qualche settimana, invece, riprenderà a produrre, concludendo, con una storia a lieto fine, la sua esistenza. Stiamo parlando della Floit (ex Priant), azienda che produce pavimenti in legno, i cui cancelli saranno aperti domani in via straordinaria per ospitare il Congresso della Fillea Treviso, artefice assieme ai vertici della nuova proprietà ed al curatore fallimentare. Si tratta di un vero e proprio piccolo miracolo, in una parentesi di grande crisi.

Un po’ di storia l’ha spiegata Mauro Visentin, segretario generale della Fillea Treviso: "Fondata nel 1984, al suo apice questa azienda arrivò a contare un centinaio di dipendenti specializzati nelle produzione di pavimenti e pannelli diventando una delle maggiori realtà del settore nella Marca. I primi scricchiolii furono avvertiti nel 2008, quando i carabinieri del Nas rilevarono delle presunte violazioni in materia ambientale. Ma poi è arrivata la crisi, e nel 2012 si ricorse alla cassa integrazione per i primi 35 operai e dopo alcuni mesi la richiesta di concordato preventivo. Un imprenditore georgiano, diventato socio di maggioranza, acquisì allora l'affitto del ramo d'azienda e la nuova Priant Industries assorbì una ventina di dipendenti. Il futuro rimase un punto interrogativo e si aggiunsero problemi anche di cassa integrazione, non pagata per il mese di dicembre, e i ritardi della cassa in deroga e straordinaria per una trentina di lavoratori, alcuni dei quali si sono trovati per mesi senza ammortizzatori sociali, con famiglia e mutui da sostenere”.

Adesso, come sappiamo, c’è stato l’arrivo di un imprenditore del territorio e poi l’accordo per riaprire. In azienda, momentaneamente, sono impegnati circa una decina di lavoratori per poter ripristinare i macchinari base. Nelle prossime settimane, invece, saranno assunte 25 maestranze per andare a riattivare la produzione, impegnando entro un anno il riassorbimento da parte dei lavoratori che fuoriescono dalla Priant in situazioni di mobilità.

Visentin ha poi concluso con queste parole: "Abbiamo scelto di svolgere il nostro congresso dentro questa fabbrica perchè vogliamo mandare un segno di speranza a tutto il distretto industriale trevigiano e ai nostri 92 delegati provenienti dalle 76 assemblee svolte nelle aziende della zona, devastate e decimate dalla crisi".