Concordato Preventivo

Rilancio Ferrarini Spa, nuova proposta di concordato Intesa-Unicredit


Intesa Sanpaolo, Unicredit, il gruppo cooperativo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani e Opas, la maggiore organizzazione di prodotto tra allevatori di suini in Italia. Questa la 'squadra' che mediante un nuovo piano concordatario, punta a salvare e rilanciare Ferrarini Spa, marchio tra i più forti nel sistema agroalimentare italiano. Già in concordato preventivo, con una proposta di ristoro dei creditori presentata dal gruppo suinicolo Pini di Sondrio, proposta tuttavia mai giunta all'esame degli stessi creditori, Ferrarini ora potrebbe passare totalmente nelle mani dei due istituti bancari. Intesa e Unicredit, infatti, sono creditori legittimati ai sensi dell’art. 163 della legge fallimentare vantando ben 50 milioni di crediti verso l'azienda agroalimentare reggiana. "L’operazione - spiegano da Intesa - ha l’obiettivo di mettere in sicurezza l’azienda, tutelare gli interessi fondamentali dei lavoratori e del territorio e le ragioni di tutte la parti coinvolte, garantendo ancora una volta quel quadro di valori che sono alla base della missione del gruppo Sanpaolo". Ferrarini aveva chiesto l’ammissione al concordato preventivo nel 2018, schiacciata da 255 milioni di debiti. La proprietà, in capo alla famiglia Ferrarini, aveva poi scelto di cedere il pacchetto di controllo dell’azienda al gruppo Pini che, come detto, aveva presentato una proposta di concordato con previsione di rimborso ai creditori di circa 88 milioni di euro nell’arco di 5 anni. La nuova mossa di Intesa e Unicredit punta ora a rovesciare il tavolo con un’offerta migliorativa rispetto a quella del gruppo di Sondrio. "La cordata, che vede come 'partner industriali' il Gruppo Bonterre – Grandi Salumifici Italiani (player di riferimento del mercato italiano ed europeo dei salumi di qualità, formaggio Parmigiano-Reggiano, snack e di piatti pronti), O.P.A.S. e HP s.r.l. (società attiva nel sostegno e nell’innovazione dell’agrifood) – dicono i promotori – metterà a disposizione capacità imprenditoriali e apporti di capitale, a cui si unisce il sostegno finanziario di Intesa Sanpaolo con un ammontare di 35 milioni di euro. Ciò favorirà il rilancio di un marchio tra i più forti nel sistema agroalimentare italiano la cui strategicità è emersa con grande evidenza in occasione della recente pandemia e tutelerà, allo stesso tempo, gli interessi di tutti gli stakeholders". “La promozione e il sostegno a un’offerta solida, basata su forti competenze come quella che abbiamo presentato con i nostri Partner Industriali – ha dichiarato Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – dimostra non solo che Intesa Sanpaolo è in grado di riconoscere e premiare l’imprenditorialità e il valore nel “fare sistema” ma anche che dispone di mezzi e professionalità per affrontare nel modo più appropriato operazioni complesse, come in questo caso. Questa iniziativa intende mettere in sicurezza un asset strategico dell’agroalimentare del nostro Paese affinché anche tutte le aziende che ne compongono la filiera produttiva possano trarne importanti benefici. La nostra Banca, infatti, è fortemente impegnata nel Programma Filiere che annovera già 700 grandi imprese in Italia e i loro 16.000 fornitori, con l’obiettivo di coinvolgere medie, piccole e anche piccolissime imprese verso il rilancio del nostro sistema produttivo, attraverso le aziende di riferimento di dimensioni più grandi”.


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