Pignoramenti

Le novità  del Decreto Fare su pignoramenti ed espropriazione


La modifica più importante, come abbiamo osservato, è quella per le procedure immobiliari. Non è più possibile espropriare l’abitazione principale. Il divieto opera se vi sono le seguenti condizioni: si deve trattare dell'unico immobile posseduto dal debitore; il fabbricato deve avere destinazione catastale abitativa; non deve essere una casa di lusso; il debitore deve avere la residenza in quella precisa abitazione.

L’ipoteca è, però, possibile in caso di debiti a ruolo superiori a 20 mila euro. Tale disciplina non è stata modificata. Per quanto riguarda i pignoramenti, è stato elevato da 20 mila a 120 mila euro il limite minimo di importo scaduto in base al quale viene ammessa l’espropriazione. L'abitazione principale è tuttavia ipotecabile in presenza di un debito a ruolo superiore a 20mila euro.

L’espropriazione avviene previa iscrizione nei sei mesi antecedenti dell’ipoteca.

Non si capisce se tale disciplina, più favorevole al debitore, si applica ai pignoramenti già eseguiti. Equitalia per ora ha sorpreso tutte le procedure in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Per quanto riguarda i pignoramenti mobiliari, in merito al fermo amministrativo per i veicoli strumentali all'impresa e alla professione, il contribuente deve provare la qualifica di strumentalità entro 30 giorni dal ricevimento del preavviso di fermo.

In merito al pignoramento di beni indispensabili all'esercizio dell'impresa o della professioni essi sono pignorabili nei limiti del quinto del loro valore, solo se l'ufficiale di riscossione non ha trovato altri beni, anche se il debitore è una società e ha prevalenza di capitale investito rispetto al lavoro. Il debitore è sempre il custode e devono trascorrere almeno 300 giorni prima della vendita all’incanto.

Per quanto riguarda il pignoramento presso terzi si è passati ad un termine di 60 giorni per il versamento all’agente di riscossione delle somme richieste da parte del pignorato. Se è lo stipendio ad essere pignorato, è stato previsto che con riferimento all'ultimo emolumento accreditato sul conto corrente del dipendente il datore di lavoro sia liberato da qualsiasi obbligo. Il pignoramento produrrà, dunque, i suoi effetti nei confronti degli stipendi maturati successivamente.

Ne consegue che il pignoramento esplicherà effetti nei riguardi degli stipendi che matureranno successivamente.