Pignoramenti

Covid, esecuzioni immobiliari crollate in un anno del 40%


Nel primo semestre del 2020 le esecuzioni immobiliari sono calate in media del 40% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Sul dato, diffuso dall'Osservatorio T6 - Tavolo di studio sulle esecuzioni italiane nell'ambito dello “Studio dei tempi delle esecuzioni italiane", giunto alla sua sesta edizione, pesa in larga parte il blocco delle attività legato all'emergenza Covid-19 con le norme del DL Cura Italia che 'congelano' i pignoramenti (per l'abitazione principale) fino al 31 ottobre. Se il calo, in media, è del 40%, andando più a fondo ed esaminando le varie situazioni territoriali, si trovano contrazioni percentuali decisamente più elevate: - 47% a Roma, - 46,8 a Milano, - 51 a Napoli e addirittura -76 a Piacenza, una delle aree più colpite dall'epidemia. Prima dello stop forzato, come dimostrano i dati 2019, i tribunali lavoravano a pieno regime con gli uffici giudiziari che avevano chiuso l'anno a quota 89.913 procedure esecutive. Tuttavia, di queste pratiche ben 37mila avevano superato i 5 anni di anzianità in tribunale. In generale, i numeri del 2019 sono in linea con la media europea, pari a circa tre anni. La classifica dei tribunali con la migliore tempistica nella definizione delle esecuzioni immobiliari nel 2019 vede sul podio Trieste, con una media di 2 anni e 5 giorni, Ferrara con 2 anni e 41 giorni, e Trento, con 2 anni e mezzo. Seguono Aosta (2,56), Gorizia (2,66) e Napoli Nord che chiude le procedure esecutive in 2 anni e 75 giorni. Bolzano (2,84), Savona (2,85), Como (2,99) e Busto Arsizio con una media di tre anni chiudono la 'top ten'. Nonostante il gran numero di pratiche, Roma si piazza ventiduesima, con 3 anni e 56 giorni. Cagliari, con 6 anni e 87 giorni, ha invece i tempi di definizione più lunghi, tallonata da Enna (6 anni e 78 giorni) e Patti, altro tribunale siciliano, con 6 anni e 77 giorni. L’Osservatorio ha anche analizzato il problema delle esecuzioni con 10 e più anni di storia giudiziaria, che incidono sull’ arretrato della giustizia civile. Delle 204 mila procedure ancora pendenti, il 13,45% vanta questo lungo percorso. Le esecuzioni con una storia ultradecennale si concentrano soprattutto in 12 tribunali. In questa classifica negativa, Potenza è al primo posto, con una percentuale del 51,83, seguita da Matera (43,31%). Al terzo posto si piazza Salerno (40,77%), mentre Lagonegro (Pz), con il suo 36,41%, è in quarta posizione, tallonata da Gela, che ha il 34,75% di procedure esecutive ultradecennali. Tra i tribunali di grandi dimensioni, soffrono Catania (21,90%), Napoli (16,99%), Milano (16,53%). Primi della classe, quindi senza alcuna procedura esecutiva con più di 10 anni, sono i tribunali di Napoli Nord, Rimini, Gorizia, Aosta e Bolzano. "I numeri dello Studio sui tempi dei tribunali ci indicano chiaramente che la ‘normalità’ delle esecuzioni immobiliari è quella del 2019, e non quella del 2020, praticamente ferma – sottolinea l'Osservatorio -. A causa dell’emergenza, i crediti problematici aumenteranno in modo esponenziale, a tal fine sbloccare il settore appare prioritario per ridare fiato all’economia in crisi di liquidità".


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