Fallimento

Parma: Manenti fa retrofront


Se la società non dovesse pagare, non ci saranno i match restanti del campionato.

L'idea del fallimento pilotato del Parma viene meno

Non ci sarà il fallimento indotto da parte del Parma. E’, infatti, venuta meno, anche l’ultima strana idea di Lega Calcio e Figc che, dopo avere nascosto la testa sotto la sabbia per più di un anno, avrebbero voluto attraverso una procedura di carattere straordinario, poter sostenere le spese del club ducale fino a fine stagione, per non far sbalzare il campionato. Per fare questo sarebbe stato utilie ottenere un anticipo  dell’udienza di fallimento del 19 marzo presso il Tribunale di Parma, cosa che era stata già dichiarata non percorribile a ilfattoquotidiano.it proprio dal presidente del Tribunale Roberto Piscopo - oppure l'altra strada riguardava la consegna immediata dei libri contabili della società, presso il tribunale, al fine di dichiarare il fallimento sportivo che prevenisse quello in sede di giustizia ordinaria e dare così il club al curatore che dovrebbe curarne le spese.
Quest'ultima chance che prevedeva però un tempo necessario per analizzare i bilanci, rischiava di superare il 19 marzo e non diventare percorribile. Il proprietario Giampiero Manenti ha spiegato che non vuole portare i libri in tribunale. See il fallimento del Parma sarà sportivo (ripartenza dalla Serie B) o ordinario (radiazione o ripartenza dai Dilettanti) ciò concerne solo i campionati 2015-16. Il problema vero è che rischia di venire meno quello di Serie A 2014-15. Come non c’erano fondi per mantenere aperto lo Stadio Tardini e disputare Parma-Udinese domenica scorsa, così sono mancati i soldi per andare domenica a Genova disputare Genoa-Parma. Con il concreto rischio che anche tale match sarebbe stato rinviato a data da destinarsi.

Il problema principale che sembra affliggere il Parma è proprio la mancanza di soldi e dunque, di fondi.

A questo punto non è conveniente nemmeno per la Lega andare a tirare fuori i soldi del paracadute per le squadre in retrocessione, ovvero circa dieci milioni (i calcoli in totale andranno fatti a fine campionato), per consentire al Parma di disputare le tre partite da qui al 19 marzo: Genoa-Parma, Parma-Atalanta e Sassuolo-Parma. Visto che il fallimento pilotato è una chimera, dal 19 marzo il Parma smetterò di esistere e il campionato sarà falsato, provvedere alla distribuzione odierna dei soldi che sono cumulativi e vanno divisi tra le retrocesse rischia di aprire a fine campionato dei contenziosi molto duri con chi retrocederà sul campo.

Le dichiarazioni di Lucarelli

Il capitano Lucarelli ha spiegato: “Ci auguriamo di poter finire questo campionato, però vigileremo su come le autorità calcistiche si stanno muovendo. Noi ci stiamo comportando in modo serio e vorremmo che il mondo del calcio facesse altrettanto”. Ma se nessuno è andato avanti in questi mesi, né Carlo Tavecchio (Figc) né tantomeno Maurizio Beretta (Lega), sembra invece che nelle ultime settimane ci sia stato il movimento subitaneo di  Claudio Lotito. Lo spieha i la Gazzetta dello Sport, raccontando di numerose telefonate intercorse negli ultimi giorni tra Lotito e Manenti. Stupisce molto che l’interlocutore del consigliere federale Lotito sia proprio l’uomo che, dopo aver preso il Parma con una società la cui sede è in Slovenia e il capitale sociale ammonta a 7,5mila euro, non ha ancora investito un euro nel club continuando a dire di avere i soldi. Se nemmeno domenica prossima il Parma riuscirà ad andare in campo, a questo punto oltre a Manenti a dovere delle risposte saranno proprio Lotito, Tavecchio e Beretta.

Le parole di Nevio Scala

Intanto l'ex allenatore gialloblù Nevio Scala, che negli anni '90 fece suoi ben 4 trofei con il club ducale, ha rilasciato queste dichiarazioni:
- Circa l'intervento ipotetico della Lega a favore del Parma, dice: - Diciamo che non bisognava arrivare a questo punto, la Lega doveva pensarci prima e cercare di prevenire questa situazione, per quanto le competeva. Poi è chiaro che questo sostegno al Parma tutelerebbe la regolarità dell'attuale campionato, cosa che rientra tra i doveri della Lega.Qualcosa deve fare e in questo senso l'intervento per il fallimento pilotato può essere utile, però bisogna stare più attenti. Intervenendo a questo punto della situazione e in questo modo si creano precedenti molto pericolosi. -
E circa le eventuali influenze della gestione Tanzi: - la gestione Tanzi non c'entra veramente niente sulla situazione attuale del Parma. Un'altra stranezza è quella dei 150 giocatori tesserati, diverse squadre hanno rose molto ampie tra prestiti e soluzioni varie ma per il Parma si è trattato di una situazione anomala, che non capisco.