Legge Fallimentare

Effetti sui contratti dopo il fallimento


Effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti parte 3

Possiamo dare uno sguardo ai contratti considerati espressamente nella legge fallimentare. La disciplina relativa a ciascuno prevale su quella generale.

Per quanto riguarda il contratto preliminare è sospeso come tutti gli altri contratti in merito alla stipula del definitivo, ma non si scioglie se è stato trascritto ex art. 2645bs c.c. e si riferiva ad un immobile ad uso abitativo quale abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado e anche nel caso di un immobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attività di impresa dell'acquirente.

Se l’immobile era ancora da costruire i contratti si sciologono se, prima che il curatore comunica la scelta tra esecuzione o scioglimento, l'acquirente ha escusso la fideiussione a garanzia della restituzione di quanto versato al costruttore, dandone comunicazione al curatore. La fideiussione non può essere escussa dopo che il curatore comunica l’intenzione di dare esecuzione al contratto.

Se poi il contratto preliminare è stato trascritto ex art. 2645bis c.c. ha diritto a far valere il proprio credito con domanda di ammissione al passivo, il credito sarà considerato privilegiato.

In caso di fallimento e finanziamenti destinati ad uno specifico affare, il contratto di finanziamento si ritiene sciolto se fallimento impedisce la realizzazione o la continuazione dell'operazione; se così non è il curatore, sentito il parere del comitato dei creditori, può decidere di subentrare nel contratto in luogo della società assumendone gli oneri relativi. Se il curatore non subentra nel contratto, il finanziatore dell’affare, può presentar richiesta al giudice delegato, sentito il comitato dei creditori, di terminare o di continuare l'operazione, in proprio o affidandola a terzi, trattenendo i ricavi dell'affare e insinuandosi al passivo per l'eventuale credito residuo.

 

Parte 2