Fallimento

A chi spetta il versamento dell'IMU e della TASI in caso di fallimento


Quando il proprietario dell'immobile è fallito

L’aumento delle procedure concorsuali ha fatto sorgere in molti degli interrogativi relativi alle modalità di pagamento di varie imposte normalmente gravanti sull’immobile, ad esempio l’IMU e la TASI. 
Ci si chiede, in questi casi, come e a chi spetta il relativo versamento nel caso in cui il proprietario dell’immobile sia fallito. 
 

Recupero IMU prima o dopo la dichiarazione di fallimento 

Nel caso in cui il proprietario dell’immobile sia fallito a chi compete il pagamento dell’IMU?
In risposta a detto interrogativo interviene l'art. 10, comma 6, del D. Lgs. 30/12/1992 n. 504, relativo all'ICI il quale stabilisce che: “Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa il curatore o il commissario liquidatore, entro 90 giorni dalla loro nomina, devono presentare al comune di ubicazione degli immobili, una dichiarazione attestante l’avvio della procedura.  Detti soggetti sono, altresì, tenuti al versamento dell'imposta dovuta per il periodo di durata dell'intera proceduraconcorsuale entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili".
L'obbligazione tributaria in caso di fallimento grava, pertanto, sulcuratore fallimentare, pur rimanendo implicitamentesospesodetto obbligo sino aldecreto di trasferimento
Detta imposta, infatti, deve essere versata entrotre mesi"dalla data del decreto di trasferimento degli immobili".
Si precisa che tale disposizione si applicaall’IMUsulla base dell’espressorichiamoeffettuato dall’art. 9, comma 7, del D.Lgs. n. 23 del 2011.  
Occorre, tuttavia, distinguereduemomenti:
  1. Il periodoantecedentealla dichiarazione di fallimento: per quanto riguarda l'imposta maturata prima della dichiarazione di fallimento il contribuente dovrà effettuare i versamenti alle scadenze previste. Il Comune per recuperare l’IMU del periodo, invece, dovrà presentare istanza di ammissione al passivo. 
  2. Il periodosuccessivoalla dichiarazione di fallimento: in questo caso il versamento dell’IMU èsospeso fino all’atto della vendita. Successivamente, il curatore fallimentare avrà l'onere di versare l'IMU dovuta. Per questa ipotesi è intervenuto il Tribunale di Milano, sez. II, con sentenza del 21/05/2015 il quale ha statuito che: “Le somme dovute all'Erario per IMU maturata dopo la dichiarazione di fallimento costituiscono un credito prededucibile in quanto sorto "in occasione" della procedura concorsuale.”.
E’ possibile, quindi, affermare che l’IMU dovuta per il periodo compreso fra il fallimento e la vendita resta a carico della procedura, in prededuzione.
 

TASI e fallimento

Per quel che concerne la TASI? 
Purtroppo, per questa ultima impostanon è previsto nessun riferimento all’art. 10 del Dlgs 504/1992.
Come sottolineato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, attualmente,mancano indicazioni specifichesulle modalità attuative della TASI in presenza di procedure concorsuali.
Arduo appare ipotizzare una applicazione estensiva della disciplina prevista per l’IMU.
Pertanto, il pagamentonon deve considerarsi sospesofino all’atto della vendita come previsto per l’IMU, ma dovrà avvenireentro i termini ordinaridel 16 giugno e 16 dicembre.
Tutto ciò fa sorgere, ovviamente, un problema per i curatori poiché, sovente, si verifica il caso che nel momento del versamento potrebbero non esserci ancora disponibilità sufficienti poichè potrebbe non essere ancora stato realizzato dell’attivo fallimentare.
Pare, quindi, improbabile che, stante l’insolvenza del debitore, il fallimento abbia le risorse necessarie al fine di provvedere al pagamento dell’imposta TASI.