Espropriazione

Ricorso al TAR di Lecce per espropriazione da usucapione


Nel ricorso veniva chiesto al G.A. di far risarcire al Comune il danno per il fatto illecito rappresentato dall'irreversibile trasformazione dell'area. I danni dovevano essere calcolati sulla base di una CTU, più gli interessi e la rivalutazione monetaria.

La controversia è stata poi presentata nel 2005 davanti al G.O., che declina la giurisdizione al G.A., il quale riassume la causa.

La giurisprudenza consolidata, ritiene che in materia di espropriazione  per pubblica utilità, la competenza, anche per fini risarcitori spetta al G.A.

C’era stata una convenzione urbanistica ma il comune non aveva perfezionato il procedimento ablatorio.

Il progetto di lottizzazione era stato, di fatti, solo approvato, come si è evinto dai documenti del ricorrente.

La disciplina, ex art.28 della Legge 17 Agosto 1942 n° 1150 dice che " l'autorizzazione comunale è subordinata alla stipula di una convenzione, da trascriversi a cura del proprietario, che preveda: 1) la cessione gratuita entro termini prestabiliti delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria, precisate dall'articolo 4 della Legge 29 Settembre 1964 n° 847, nonché la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione secondaria."

Da qui, la decisione del TAR di rigettare il ricorso. La Corte di Cassazione ha spiegato che in materia di usucapione non c’è l’efficacia interruttiva, se non di atti che comportano la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ossia quegli atti che privano del possesso l’usucapiente.

In materia di usucapione, non può riconoscersi efficacia interruttiva solo a quegli atti che fanno perdere il potere possessorio materiale e di fatto nei confronti dell'usucapiente.

Ora, siccome il Comune aveva acquistato per usucapione le aree in oggetto, le richieste risarcitorie del ricorrente cadono, essendo venuta meno la condotta lesiva ed essendo trascorsi i 20 anni d’usucapione ex lege.