Espropriazione

Domande e risposte sulle espropriazioni Equitalia


Entro 90 giorni dall'avvenuta notifica della cartella può essere attivato il procedimento cartelle pazze. Attraverso questo Equitalia da dei modelli con i quali si può richiedere di sgavare quanto prescritto. Il modello può essere ritirato presso gli sportelli. Una volta avvenuta la presentazione della domanda, Equitalia indaga presso l’ente titolare del tributo. Se entro 220 giorni il contribuente non ha alcuna risposta, la sua istanza viene considerata in accoglimento. Decorsi comunque 90 giorni dalla notifica della cartella, il contribuente può effettuare un'istanza di autotutela per sgravare la cartella, prima di agire in via giudiziaria.
Le due ipotesi non sospendono il decorso dei termini d'impugnazione innanzi al giudice. Per questo conviene, prima che scadano i termini, effettuare un deposito del ricorso giudiziale per potersi cautelare a fronte di un rigetto dell'istanza.
E' possibile, però, revocare anche la rateazione del debito con Equitalia: ad esempio dopo il mancato pagamento di otto rate anche non consecutive. Per intenderci, una rata per ogni anno.

Equitalia in materia di conto corrente

Equitalia potrebbe pignorare il proprio conto corrente. Come si fa a sbloccarlo? Attraverso un'istanza di rateazione del debito. Con essa, successivamente al pagamento della prima rata, Equitalia provvederà a sbloccare il conto corrente. Se il piano di rateazione sarà rispettato, Equitalia non effettuerà altri pignoramenti.
Immaginiamo che nel conto corrente confluisca lo stipendio e che sia stato pignorato. Le somme, una volta depositate presso la banca, possono essere pignorate interamente, non importa la loro provenienza.
Ci sono, poi, dei precedenti giurisprudenziali da prendere in considerazione: alcuni giudici, davanti alla prova che sul conto corrente pignorato non sono accreditati altri importi se non quelli della pensione o da lavoro dipendente, e che, pertanto, il rapporto finanziario serve solo per appoggiare tali bonifici (prova che avviene attraverso il deposito degli estratti conto), sbloccano il conto e autorizzano il pignoramento entro il limite della misura del quinto.

Cosa fare in caso di debito eccessivo Equitalia e rateizzazione onerosa

Spesso ci si chiede se si possa pagare importi inferiori senza autorizzazione. Equitalia non può vietare il pagamento anche di somme minime, nonostante non ci sia stata alcuna rateazione o il debitore sia decaduto. C'è la possibilità per questa di dare inizio comunque alle procedure esecutive, dove i pagamenti incideranno solo sugli interessi, diminuendo la sorte capitale del debito maturato.
Ci si chiede se poi, in caso di debiti enormi, si possa provvedere al saldo e stralcio. Il Tribunale di Busto Arsizio consente l’applicazione dell’istituto del cosiddetto “Fallimento del consumatore” (o “Esdebitazione per crisi da sovraindebitamento”) anche se il debito del soggetto privato è solo con Equitalia. In tale ipotesi il procedimento gestito dal giudice o da un professionista, è come un concordato con il quale, attraverso il pagamento in percentuale del debito, si può avere la liberazione dalle pendenze. 

Ci sono casi in cui l'AGE ha pignorato l'abitazione ma questa non viene venduta, cosa succede?

Se non avviene la vendita al terzo incanto, nei 10 giorni successivi Equitalia potrebbe chiedere l’assegnazione diretta del bene, che a questo punto passerebbe automaticamente nelle mani dello Stato, senza che un giudice possa fare qualcosa. Al contrario si può anche appellarsi all'attuale riforma del processo: a seguito di aste rimaste infruttuose, si può presentare un'istanza al giudice dell'esecuzione, rilevando il fatto che non sia più possibile “conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo”, si potrà chiedere al tribunale di estinguere anticipatamente il procedimento di espropriazione forzata.
C'è poi un altro modo per evitare l'espropriazione forzata, infatti, di recente la Cassazione ha previsto un principio che dovrà, d'ora in poi, essere posto a base dell'ordinamento. A seguito dell'espropriazione  forzata di un immobile pignorato da Equitalia, dopo che il giudice fissa la data di ciascuna, l’ordinanza di fissazione della vendita deve essere obbligatoriamente notificata al debitore. Ciò vuol dire che l'intera procedura, in caso contrario, sarà colpita da nullità, e dunque: espropriazione, vendita e trasferimento del bene.

Ci si chiede se Equitalia possa appropriarsi dei canoni di affitto del conduttore che fitti un appartamento

La risposta anche in questo caso è sì. E' possibile effettuare un pignoramento presso terzi, imponendo il pagamento delle rate mensili direttamente all'Age invece che al proprietario della casa. Queste cose sono ormai possibili grazie all'anagrafe tributaria e condominiale.