Curatore Fallimentare

Il Curatore Fallimentare | parte 5


Il curatore - parte 5

L’esercizio delle attribuzioni del curatore

L’esercizio delle attribuzioni avviene personalmente ma in alcuni casi, ilcuratorepuò delegare ad altri losvolgimento delle sue funzioni. Ciò può accadere solo se questi è autorizzato preventivamente dal comitato dei creditori. Ci sono poi, però, delle attribuzionipropriedel curatore non delegabili.Il curatore non può, infatti, delegare:

  • laredazionedi due elenchi:quello dei creditori e quello dei titolari di diritti reali mobiliari e bilancio (art. 89 l.f.)

  • la formazione di quello che si chiamaprogetto di stato passivo(art. 95 l.f.)

  • l’inviodell’avviso ai creditori ed agli altri interessatiche risultino dalle scritture contabili e da altre fonti circa l’esistenza della procedura fallimentare (art. 92 l.f.)

  • lacomunicazioneverso ciascun creditore circa l’esito del procedimento di accertamento del passivo (art. 97 l.f.)

  • la formazione del c.d.programma di liquidazione(art. 104 ter l.f.). In questo caso, però, è lo stesso art. 104 ter, co. 3, a prevedere l’eventualità che il curatore, autorizzato a sua volta dal giudice delegato, affidi a terzi, ovvero altri professionisti, talune incombenze relative alla procedura di liquidazione dell’attivo.

Ilcuratore fallimentarepuò anche farsi coadiuvare, previa autorizzazione del comitato dei creditori, da tecnici o altri soggetti retribuiti, compreso il debitore-imprenditore fallito, sotto la sua responsabilità.

 

(Segue)

Parte 4