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Falliscono i cantieri di Pisa: il futuro si gioca in aula


Il tribunale di Savona ha sancito la fine della crisi di Mondomarine, la società proprietaria dello storico marchio. Ora un gruppo internazionale potrebbe rilevare l'azienda: piano industriale già pronto

Il tribunale di Savona ha sancito il fallimento per Mondomarine, la società proprietaria dello storico marchio dei Cantieri di Pisa. Da tempo i cantieri erano in crisi e il tribunale lo scorso 29 dicembre ha sancito il fallimento e nominati come curatori Maurizio Ferro, Alberto Ferrero e Stefano Pasquali. Lo scorso luglio era stato chiesto il concordato preventivo ma la procedura si era bloccata a causa della mancata presentazione del piano. Ora il primo appuntamento per i tre professionisti è fissato per il 18 aprile prossimo. La crisi della Mondomarine Spa (che ha sede legale a Savona) è iniziata nel marzo scorso e i due cantieri hanno interroto le lavorazioni mettendo in cassa integrazione un centinaio di operai (trenta a Pisa e una settantina a Savona). 

Va detto che il fallimento potrebbe essere un nuovo inizio. I giudici potrebbero assegnare in via temporeanea i cantieri ad un gruppo internazionale attivo nel settore della nautica: si parla di Tquest Holding wll che lo scorso dicembre ha presentato un piano industriale e fatto una proposta d'acquisto. I sindacati hanno dato il loro beneplacito. A Savona i cantieri sono state affidati invece al Palumbo Group, gruppo napoletano tra i più importanti del settore che hanno dato il riavvio ai cantieri. Per i lavoratori si torna indietro di tre anni: già nel 2015 il destino dei Cantieri pisani è stato deciso in un'aula del tribunale, quando la Mondomarine rilevò il marchio da un precedete fallimento. 

 

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