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Samb: slitta ancora la sentenza per il fallimento


Il fallimento Samb, abbreviazione familiare della S.S. Sambenedettese Calcio, ha avuto la sentenza slittata ancora una volta, anche se proprio oggi sono accadute delle novità estremamente importanti sul futuro della società sportiva. Verrà rivelata almeno una notizia in positivo relativa alla possibilità di continuare il campionato di serie C ancora in corso. Prima di rivelare ulteriori dettagli su queste ultime nuove, però, è giusto capire come questo fallimento squadra di calcio marchigiana abbia avuto inizio. Pertanto, in questo articolo si tratterà delle sue origini, delle scelte che l'hanno portata alla soglia del fallimento, incluse quelle dell'ex presidente Domenico Serafino, e infine, di quello che è successo in queste ultime ore.

Gli inizi

Fondata il 4 aprile 1923 con la fusione di tre squadre (Fortitudo, Forza e Coraggio e Serenissima), la società sportiva ha partecipato al campionato di serie B per 21 volte e a quelli di serie C e serie C1 per 47 volte (fonte: ilgraffio.online). Sotto le presidenze di Domenico Roncarolo e di Ferruccio Zoboletti, la Samb ha conosciuto i suoi periodi di maggior successo rispettivamente tra il 1948 e il 1966 e tra il 1981 e il 1990 (fonte: La Nuova Riviera). Agli inizi degli anni Novanta, la squadra ha ottenuto una Coppa Italia Serie C (fonte: Il Martino). Nel 1994, ha fallito per la prima volta ed è rifondata come Sambenedettese Calcio 1923.

Non è la prima volta che si parla di un fallimento Samb. La squadra è stata infatti rifondata in date successive al 1994, ovvero il 2006, il 2009 e il 2013. Nel 2006, è scesa in campo la Società Sportiva Sambenedettese Calcio S.r.l. Nel 2009, ha esordito l'Unione Sportiva Sambenedettese 1923. Nel 2013, è entrata in scena l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sambenedettese Calcio. Il tratto comune che lega questa serie di fallimenti e di rifondazioni ha origine nei sempre più crescenti problemi di natura finanziaria fronteggiati nel corso di più di un decennio di carriera sportiva, nonostante i successi conseguiti letteralmente sul campo (fonte: il sito della Federazione Italiana Giuoco Calcio).

La crisi

Il Coronavirus che si è diffuso su scala mondiale nel corso del 2020 ha rallentato o fermato l'attività di diverse società sportive e di intrattenimento. I club calcistici non hanno fatto eccezione, e si sono visti andare in fumo 2 miliardi di euro di fatturato durante la stagione 2020/21. Le cause sono da ricercarsi soprattutto nell'assenza dei tifosi negli stadi e nella cancellazione di numerose partite. Benché nessuna squadra sia stata immune dagli effetti del Covid-19, sia in modo diretto che in modo indiretto, i primi 20 club, la cosiddetta Money League, ha incassato solo 409 milioni di euro (fonte: Qui Finanza). In questo periodo, ha inizio l'ultimo fallimento Samb.

La crisi finanziaria che ha aggravato le già stremate finanze della società calcistica di San Benedetto del Trento non ha fatto che peggiorare nel corso dei primi mesi del 2021. Il 16 marzo, è trapelata la notizia di dissapori tra il presidente Domenico Serafino e Kim Dae Jung, imprenditore e socio di minoranza nella Sudaires Srl di Serafino. Entrambi si erano messi d'accordo sul versamento di 2 milioni ciascuno per il club. Jung ha dichiarato di aver versato la sua parte, ma di ritenere che Serafino non abbia fatto lo stesso e che anzi, non gli abbia fatto sapere l'esito del versamento nonostante le richieste avanzategli (fonte: Tutto Mercato Web).

La situazione nella primavera del 2021

Il 20 marzo, i calciatori hanno pubblicato un messaggio ufficiale su Assocalciatori. Il contenuto verteva sulla mancata corresponsione degli stipendi da ottobre 2020. Un altro argomento del messaggio riguardava il fatto che i tesserati più giovani, per via della mancanza di denaro, venivano costretti a lasciare l'alloggio in hotel (fonte: Stadio News). Il 26 marzo, la partita tra la Samb e la Triestina è stata rimandata a data da destinarsi. Nel frattempo Dung si è defilato dal club e Serafino è stato messo di fronte a una scelta: pagare le pendenze entro una ventina di giorni. Altrimenti, i giocatori avrebbero potuto svincolarsi dalla squadra senza dover pagare alcuna penale (fonte: Trieste News).

Il 15 aprile, in occasione della prima udienza fallimentare presso il Tribunale di Ascoli Piceno, è stata riportata la notizia in cui Serafino aveva negato di avere alcun debito, ma allo stesso tempo aveva tentato la strada del concordato in bianco (fonte: Padova Sport). Il giudice Francesca Calagna, nominando come commissari giudiziali i commercialisti Franco Zazzetta e Massimiliano Pulcini, ha accettato l'istanza il giorno dopo, dandogli due mesi di tempo per avanzarne una definitiva. Il 26 aprile, però, Serafino non ha versato i 25.000 euro necessari per garantire il concordato entro le 14:00 (fonti: Cronache Picene e Il Resto del Carlino). Il fallimento Samb non sembra quasi più un esito sorprendente per nessuno.

La sentenza di maggio 2021

Il 4 maggio, il Tribunale di Ascoli Piceno ha decretato il fallimento definitivo della Samb, con una sentenza dichiarativa. Tuttavia, è opportuno segnalare due novità avvenute nel corso di queste ultime ore. Innanzitutto, il giudice Calagna ha affidato l'esercizio provvisorio fino a fine campionato a un terzo curatore fallimentare, oltre a Zazzetta e Pulcini. La persona designata è l'avvocato penalista Francesco Voltattorni. Tale affidamento significa che il proseguimento dei play off (l'ultima partita annunciata avverrà il 9 maggio prossimo contro la Matelica) non complicherà l'esito di un'eventuale asta (fonte: Riviera Oggi). I suoi possibili compratori si sono già fatti avanti: Kim, Caiata, Moneri e De Sarlo (fonte: Il Resto del Carlino).

Fallimento Samb: e adesso?

Il Procuratore Federale, a causa degli stipendi dei giocatori che non sono mai stati corrisposti, ha tolto quattro punti alla squadra. Inoltre, la società ha ricevuto un'ammenda di 3.000 euro (fonte: Calcio Finanza). I giocatori, tuttavia, hanno comunque deciso di onorare il proprio contratto giocando le prossime partite, anche grazie alla guida del tecnico Paolo Montero, che prima di approdare alla Samb aveva giocato in diverse squadre, incluse la Juventus e l'Atalanta. Questo potrebbe mettere l'intera società in una posizione di notevole vantaggio, perché concederebbe ai potenziali acquirenti abbastanza tempo per salvare la categoria, impedendo pertanto una retrocessione in serie D, se non peggio, nel corso della prossima stagione (fonte: Tuttoc).


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