Crisi Aziendali

Il caso Dentix, pazienti senza cure e cliniche chiuse dopo il Covid


Migliaia di pazienti rimasti senza cure, ma con acconti già versati e altrettanti dipendenti che ancora non sanno se e quando potranno tornare al lavoro. Il 'caso Dentix Italia', società controllata dal colosso Dentix Spagna di proprietà del dentista Angel Lorenzo Muriel che conta nel Belpaese 56 centri odontoiatrici sparsi in 12 regioni, tutti chiusi nella fase del lockdown e mai più riaperti (con tanto di numero verde al quale non risponderebbe più nessuno da settimane) sta facendo tremare clienti e lavoratori. I numeri, infatti, sono quelli di una crisi davvero imponente: migliaia di pazienti curati a metà per lo stop dell'attività aziendale e circa 400 posti di lavoro a rischio. Alcune settimane fa Dentix Italia, pressata dai pazienti e dalla stampa, aveva rotto il silenzio rilasciando una nota nella quale spiegava che “nella prima fase di lockdown la società si era impegnata a garantire solo i trattamenti ‘urgenti’ e ‘non differibili’, successivamente - proseguiva il comunicato - abbiamo deciso di chiudere ogni centro, nell’attesa di poter adempiere il nuovo protocollo ed implementare tutte le misure tecniche-organizzative richieste. Attualmente, Dentix è a lavoro con tutti i propri effettivi per riorganizzare gli ambulatori al fine di garantire elevati standard di sicurezza sia per i pazienti che per il personale. Il nostro obiettivo – continuava la nota - è riaprire gradualmente gli ambulatori entro la prima settimana di Giugno, garantendo, seppur con un orario ridotto, l’accesso controllato di ogni nostro paziente”. Ma a quelle dichiarazioni non hanno fatto seguito atti concreti e i centri di cura restano chiusi, mentre i dipendenti sono in cassa integrazione. Secondo alcune fonti giornalistiche internazionali, Dentix avrebbe presentato in tribunale una istanza di pre-fallimento, in attesa di essere acquisita da un altro gruppo. Nel frattempo Federconsumatori Nazionale si è rivolta al Ministro della Salute, Speranza, chiedendo un incontro "per discutere e pianificare una necessaria e urgente riforma del settore, in passato alle prese con il caso 'analogo' della catena Idea Sorriso, che preveda, da un lato, investimenti diretti da parte del settore pubblico (Stato e Regioni), dall’altro, una regolazione del settore privato che metta al centro la forma societaria della Società Tra Professionisti (STP), con uno stop alle società di capitali. Questa soluzione, a nostro avviso - spiega l'associazione di tutela dei consumatori - meglio di altre può coniugare maggiori garanzie per i cittadini dal punto di vista della sicurezza e completezza delle cure".