Crisi Aziendali

Centro Convenienza chiede il concordato


Dopo mesi di difficoltà, con i dipendenti in sciopero perché a lungo senza stipendio e i clienti inferociti per le mancate consegne a fronte di acconti già versati, la crisi dei negozi di arredi a marchio Centro Convenienza sembra giunta al punto di rottura. La società proprietaria del marchio, la Essequattro Srl, ha infatti presentato richiesta di accesso al concordato preventivo in continuità aziendale al fine di evitare il fallimento. Tempi duri, dunque, per i grandi rivenditori di mobili made in Italy. Prima Mercatone Uno, poi Magrì Arreda e adesso anche la catena Centro Convenienza che conta 380 dipendenti e dieci punti vendita dislocati tutti nel Sud Italia: Palermo, Catania, Messina, Ragusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Catanzaro, Bari, Salerno, Torre Annunziata e Caserta. Al momento la vicenda coinvolge i negozi più grandi, quelli di Catania, Palermo, Ragusa, e Messina. I primi due hanno abbassato le saracinesche. Ufficialmente per inventario. E tra i lavoratori a casa e i clienti in attesa della merce già pagata sta montando la rabbia. Centinaia, stando ad una nota diffusa da Federconsumatori, sarebbero le chiamate arrivate al centralino dell'associazione: “Fino al momento in cui il decreto di omologa di concordato non diverrà definitivo - spiega l'avvocato Daniele Di Grazia, responsabile della Consulta giuridica di Federconsumatori Catania - i creditori, clienti compresi, non potranno iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. E' vero però - continua il legale - che il consumatore può, in qualsiasi momento, proporre azioni rivolte al riconoscimento del proprio credito e successivamente, qualora questo non venga riconosciuto, agire in via giudiziale per ottenere un titolo da far valere nei confronti della Essequattro srl".


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