Aste Immobiliari

Casa di anziani e farmacia all'asta


La loro abitazione è stata messa all’asta perché queste persone non potevano sostenere le spese del mutuo. Un'abitazione bene messa, quella che due anziani avevano comprato in Versilia per trascorrerci il resto della loro vita. Ma che è stata pignorata poiché non ci sono stati i pagamenti delle rate.

Dopo che ben tre aste non hanno trovato un acquirente,  il valore dell’immobile è crollato ad un terzo di quello originario, la coppia – che gode dell'assistenza legale dell’avvocato Giampaolo Morini - si è rivolta al giudice del tribunale di Lucca che si sta occupando della procedura. E' stata presentata richiesta affinché si sospenda la procedura di vendita all’incanto, che dovrebbe tenersi martedì 21 per la quarta volta.

La richiesta è stata presentata sulla base degli altri precedenti

La richiesta presentata fa seguito ad altre simili richieste(una sentenza del genere è già stata fatta dal tribunale di Roma), il racconto è davvero orribile. Un vero e proprio baratro in cui sono caduti una coppia di ultraottantenni con problemi di salute e di carattere economico.

La triste storia di questa famiglia

La storia dei due anziani è una storia che accade spesso, ovvero quella di una famigliache acquista una casa e paga un mutuo, ma il mutuo diventa impossibile da pagare. La casa viene pignorata, viene messa all'asta a causa dell'assenza dei pagamenti. Una famiglia compra una casa e contrae un mutuo, che col passare del tempo diventa insostenibile. I mancati pagamenti delle rate comportano il pignoramento e la messa all’asta dell’immobile. Il cui valore passa dai 900.000 euro originari a poco meno di 300.000, in seguito a tre aste differenti che non trovano esito.

Nel frattempo, i loro problemi di salute sono peggiorati. Fronteggiare questa situazione non è facile. Nel frattempo si assiste alla visita di soggetti interessati ad acquistare l'abitazione. Chi ripagherà questa gente di tanto dolore?

La richiesta di sospensione della vendita

Per questo i due signori, attraverso l’avvocato Morini, hanno chiesto al giudice di sospendere per dodici mesi la vendita dell’immobile dovuta al crollo in basso del valore, il cui prezzo di vendita «ha raggiunto limiti tali da pregiudicare i diritti sia del creditore che del debitore». L’unico vantaggio della vendita arriva sempre e solo per «l’acquirente, tuttavia estraneo agli interessi dell’esecuzione, favorendo peraltro quel fenomeno ormai diffuso di eccessiva speculazione» - confermano le dichiarazioni dell'avvocato -.

CASTELNUOVO

Torna, finalmente, un po’ di sereno e di stabilità sulle farmacie del gruppo Lemmi, dichiarato fallito qualche mese fa. All’asta di martedì, infatti, sono stati aggiudicati i due punti vendita più importanti, quello di Castelnuovo Garfagnana e quello di Gallicano. Nel primo caso ad aggiudicarsi la farmacia è stata la famiglia che già gestisce la “Gaddi”, a due passi da piazza Umberto. Nel secondo, l’attività è stata rilevata da due farmaciste che hanno deciso di cominciare un’attività imprenditoriale.

Il negozio di Castelnuovo, nella zona degli impianti sportivi, è passato di mano per 2.577.000 euro, la base d’asta. La nuova titolare sarà Anna Maria Gaddi. A confermare la notizia è il figlio Bernardo Bernardi, titolare della farmacia Gaddi. «Essendo già titolare della farmacia di famiglia – spiega Bernardi – è mia madre ad essere la titolare di questa nuova attività. Conserveremo entrambi i punti vendita, per ora come attività indipendenti poi valuteremo se fondere le società. I livelli occupazionali non solo saranno mantenuti, ma contiamo di poter effettuare anche nuove assunzioni perché vogliamo aumentare il monte ore di apertura».

E intanto anche le farmacie di Castelnuovo sono all'asta

La Farmacia Gaddi ha circa sei impiegati, mentre nella zona degli impianti sono circa sette: «E a loro vanno i miei complimenti – dice Bernardi – sono entrato solo stamattina nella farmacia e ho trovato un bellissimo locale, ordinato e curato e ne ho dato atto al personale ed alla direttrice Cristina Vergamini. Nonostante le traversie che hanno passato, hanno affrontato tutto con grande professionalità. Il nostro obiettivo è quello di migliorare il servizio su Castelnuovo puntando sul nostro storico punto vendita e su questo nuovo che ha certamente una posizione strategica».

I livelli occupazionali sono stati garantiti - come da bando di gara - anche nel negozio di Gallicano che le due farmaciste si sono aggiudicate per circa un milione e 200.000 euro.

Devono essere ancora collocate alcune attività dell’ex galassia Lemmi. Si fa riferimento al punto di Marlia - che non era stato messo all'asta in gara – e che sarà messo all'asta con prezzi ribassati nel mese di luglio, nonchè i negozi di Piazza al Serchio e Villa Collemandina, la cui procedura è curata dal dottor Claudio Del Prete. Lo stesso procedimento avrà ad oggetto la farmacia che il gruppo possedeva a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, la cui procedura era stata seguita dal dottor Enrico Stefanelli. Già pronta a definizione la vicenda delle altre tre farmacie: quella di Fosciandora che apparenteva al Comune e che la Lemmi aveva solo in gestione è stata “ripresa” dall’amministrazione con un nuovo gestore. Quella di Coreglia è stata messa in vendita durante il periodo in cui ci sono stati i tentativi di concordato. La terza, a di Pian di Coreglia, è stata invece chiusa dopo una sentenza del Tar della Toscana.