Asta Giudiziaria

Aste a Palermo, Trento e Varese


In data 8 aprile sono stati messi all'asta i beni immobili della Amia di Palermo, ormai fallita. La vendita dei beni che questa ancora possiede potrà essere usata dalla curatela in modo che questa possa pagare almeno una piccola parte dei tanti milioni di debiti che l’azienda ha accumulato negli ultimi anni di vita.

Bisogna fornire delle risposte ai creditori

Le aziende creditrici e i lavoratori cercano risposte che potrebbero giungere dai curatori fallimentari attraverso la vendita di  palazzi e autoparchi, assieme, sebbene sembri un paradosso, quello dove ha ha sede la Rap, che ha preso il posto dell’Amia nel gestire il servizio di igiene ambientale.
Non è altro che l’ex Palazzo Ferrovie in piazzetta Cairoli, alle spalle della Stazione Centrale, un tempo avente un valore pari a oltre 16 milioni di euro e ora svalutata al modico prezzo di 6,6 milioni, ovvero una terza parte del suo valore originale. Assieme all’attuale sede della Rap, che quindi potrebbe essere obbligata a sgomberare i propri uffici, c’è anche Palazzo La Rosa in via Alloro, stimato attualmente 3,3 milioni contro i 4,4 di un tempo. Si tratta di due edifici che all’epoca l’amministrazione guidata da Diego Cammarata aveva ceduto alla partecipata in crisi per ricapitalizzarla, con lo scopo, poi rimasto inaccolto, di scongiurarne il fallimento. Assieme ai due palazzi, ai migliori offerenti finiranno anche gli impianti di via Ingham (4,7 milioni), Partanna Mondello (3,5 milioni) e Tasca Lanza insieme a vari uffici (322 mila euro). Il totale è pari a quasi 18,5 milioni.
Una buona somma, che la Rap in tale fase non è in grado di sborsare, tanto che si è fatta strada l’idea di non presentare alcuna partecipazione a questa prima asta, sperando che vada deserta e che ce ne sia una seconda. È vero però che, quando l’anno scorso la curatela affittò uomini e mezzi alla Rap, per poi venderli a titolo definitivo in un secondo momento, nel contratto la società della quale si occupava Sergio Marino aveva strappato un diritto di prelazione, che però in questo momento non era in grado di eseguire. Perciò la mossa veloce della curatela sembra che non sia piaciuta a Palazzo delle Aquile, quantomeno perché prima si poteva valutare assieme agli altri immobili se fossero ancora utili alla causa e magari contrattare sul prezzo.

Fissata l'asta giudiziaria al comune di Trento

Sarà tenuta martedì 21 aprile dalle ore 13.30 in poi l'asta organizzata ogni anno dal Comune per vendere al miglior acquirente una serie di materiale dismesso, mobili da ufficio e biciclette che non sono mai state richieste da alcuno. L'appuntamento è ormai uno standard al quale solgono partecipare diversi cittadini che tra un lotto e l'altro vanno alla ricerca del grande affare ma che radunano anche diversi curiosi.
Questa volta è stata presentata una novità: l'asta non sarà tenuta come succede sempre nell'ex comando dei vigili in via Bronzetti, vicino al centro, bensì nella sala riunioni del cantiere comunale in via Maccani, Trento Nord. Il metodo, invece, resta infine pressocchè invariato: battitore pubblico, notaio e mani volte ad indicare l'offerta.
Un altro elemento di curiosità è dato da ciò: sembra che ci siano anche gli oggetti rinvenuti e custoditi, da anni, all'ufficio oggetti smarriti, che sono diventati, dunque, di proprietà del comune, come ad esempio alcune macchine fotografiche e materiale, come il vestiario, della forestale. L'elenco definitivo è rinvenibile sul sito del Comune di Trento.

L'ex Otefal acquisita all'asta da un'impresa di Varese

Ci sono volute quattro aste andate male e la grave crisi dello stabilimento industriale che ha continuato ad andare avanti, perché lo stabilimento ex Otefal dell'Aquila fosse acquisito dalla Framiva Metalli Srl, impresa di Varese che si occupa specialmente del settore dei laminati. La notizia ha sorpreso non poco, in quanto la Framiva ha saltato del tutto gli spagnoli della Lux Perfil, della quale si parlava nei mesi scorsi come probabili acquirenti dell'insediamento produttivo di Bazzano.

Durante la quinta asta, organizzata dal curatore fallimentare Omero Martella, l'impresa lombarda ha portato avanti un'offerta di 8,7 milioni di euro, relativamente ad una base d'asta di 7 milioni. Quest'ultima cifra era pare anche all'investimento annunciato dal sindaco Massimo Cialente e dai sindacati da parte della Lux Perfil. L'azienda spagnola aveva stabilito di prevedere anche la ricollocazione di 120 dei 172 lavoratori che ormai erano in mobilità da circa un anno.
Nulla si sa circa i lavoratori ormai rimasti fermi. Non sono conosciuti i dettagli dell'acquisto, né si sa quanti lavoratori dovranno esse riassorbiti dalla Framiva Metalli. Nelle prossime settimane si preparerà un tavolo tra la nuova proprietà e i sindacati.