Asta Giudiziaria

Famiglie a rischio per le aste giudiziarie: la situazione in Italia


In base al Decreto Milleproroghe, nello specifico il comma 14 dell’articolo 13 del Decreto-Legge numero 183 del 31 dicembre 2020, le aste giudiziarie hanno ricominciato ad aver luogo il 1 luglio 2021. La data originale era stata fissata per il 1 gennaio 2021. Le famiglie dei privati cittadini e degli imprenditori che non sono riusciti a ripianare i propri debiti, neanche in forma parziale, entro tale data, fronteggiano una possibilità finora paventata. Ovvero quella di dover lasciare la propria casa, in quanto quest'ultima potrebbe essere considerata tra i beni pignorabili (fonte: Puntozero). Ma che cos'è un'asta giudiziaria? E che cosa comporta per tutte le parti in causa, oltre alle famiglie?

Cos'è un'asta giudiziaria

Un'asta giudiziaria è un procedimento con cui si entra in possesso di uno o più beni mobili o immobili che appartengono al debitore. Quasi qualunque persona fisica o giuridica può prendervi parte. Il "quasi" è riferito innanzitutto ai debitori stessi, che in questo ambito acquisiscono la denominazione di "debitori esecutati". Non possono partecipare alle aste giudiziarie neanche tramite terze persone, come i loro coniugi. A proposito di questi ultimi, loro possono prendervi parte solo a patto che agiscano a titolo personale, anche se la persona indebitata ne trarrà beneficio. Chiunque prenda parte a un'asta giudiziaria, ha la possibilità di acquisire quattro tipologie di beni, sia separatamente che suddivise in lotti (fonte: Altalex).

Ci sono infatti i beni mobili, come i capi d'abbigliamento e i gioielli. Poi quelli immobili, come le case e i terreni. In aggiunta, ci sono i mobili registrati, come le navi e le automobili. E infine i beni immateriali, come gli strumenti finanziari e le opere di ingegno. Ci sono due modi in cui il giudice fallimentare può disporre la vendita dei beni. Il primo è la vendita all'incanto, che consiste in una gara di offerte al rialzo. Il secondo è la vendita senza incanto, con rilanci minimi prestabiliti nel caso di più partecipanti. Di recente, è possibile partecipare alle aste giudiziarie anche in forma telematica, grazie a dei siti specializzati (fonte: Altalex).

Le implicazioni per le famiglie

É già stato detto che, ai sensi dell'articolo 571 comma 1 del Codice di Procedura Civile, il debitore non può riacquistare la propria casa. E questo a prescindere dal fatto che le aste giudiziarie siano all'incanto o senza incanto. Questo perché su presumo che costui non abbia fondi sufficienti per acquistare l'abitazione, o altrimenti sarebbe già stato in grado di saldare i propri debiti, senza la necessità di indire un'asta. Ma un familiare, o un coniuge, può procedere all'acquisto dello stesso bene, anche se vige un regime di comunione dei beni. Ma a condizione che la casa rimanga al familiare o al coniuge, senza trasferirlo al debitore in un secondo tempo, che costituirebbe un atto illeggittimo (fonte: Caseitalia).

Tuttavia, ci sono dei casi in cui il parente o il coniuge non può acquistare la casa appartenente al debitore di cui è coniuge o parente. Prima di tutto quando, alla morte del debitore, i suoi figli ereditano la casa e anche i debiti del loro genitore. Questi ultimi non possono ricomprare la proprietà. Oppure quando, se il debitore è un minorenne, i genitori di quest'ultimo non possono partecipare all'asta giudiziaria. Ma c'è un'altra considerazione da fare. Anche se la casa venisse acquistata da terzi, e il bene dunque pignorato, c'è il rischio che il debitore diventi un cattivo pagatore e rischi di non accedere a ulteriori finanziamenti dalle banche. E inoltre il debito potrebbe non venire estinto del tutto all'atto della compravendita (fonte: Caseitalia).

La situazione nel 2020

Nel 2020, Reviva - Vivacizzazione Aste Garantita, nel suo rapporto denominato "Scenario Aste 2020", ha registrato il seguente dato: i giudici fallimentari operanti sul suolo italiano hanno messo all'asta 95.329 beni immobiliari, per un totale di 117.376 aste. C'è da dire che quest'ultimo totale è la metà rispetto ai numeri del 2019. Solo nei mesi di gennaio e febbraio 2020, si è tenuto un -15% delle aste giudiziarie rispetto all'anno precedente. E tuttavia, a causa della diffusione del Coronavirus e delle restrizioni e dei lockdown che ne sono seguiti, molti procedimenti sono stati in realtà solamente sospesi e rinviati, e non annullati (fonti: Idealista e il sito di Reviva - Vivacizzazione Aste Garantita).

Le aste giudiziarie che hanno conosciuto il suddetto periodo di sospensione sono state 44.191, nel corso del primo lockdown messo in atto tra marzo e maggio 2020. Quelle che si sono tenute durante la seconda ondata di Coronavirus sono state invece 523. Ne consegue che il valore complessivo che è andato perso mentre le aste venivano sospese è ammontato a ben 6.592.317.051 miliardi di euro. In quanto all'offerta minima per partecipare a un'asta giudiziaria, si registra un altro dato decisamente in negativo. Nel 2019, questa è stata di 32 miliardi. Ma nel 2020, si è fermata alla somma di 15.255.599.915 miliardi. Ergo, c'è stato un drastico calo del 52% (fonte: Idealista).

La situazione nel 2021

Il 1 luglio sono ricominciate le aste giudiziarie. Nonostante la legge numero 132 del 2015 che mirava ad accelerare gli iter e dunque facilitare il recuperto dei crediti delle banche, i casi sono talmente numeri da aver intasato le aule giudiziarie, lasciando ben poco spazio a cause di altra natura, ma sempre pertinenti alle procedure fallimentari. Un'altra conseguenza dell'applicazione della legge numero 132 è l'abbassamento del prezzo degli immobili messi all'asta. Il che ha portato a svalutarli ancora di più, dato che il settore del mattone è tra quelli che hanno sofferto maggiormente la crisi economica causata dalla pandemia. Di conseguenza, i clan mafiosi ne approfittano per acquisire le case allo scopo di riciclare il proprio denaro (fonte: Avvenire).

Le aste giudiziarie: note conclusive

Questo significa che ben 120.000 famiglie, le quali risiedono in una casa in esecuzione immobiliare, rischiano di perdere la propria abitazione non solo perché viene acquisita all'asta a un prezzo praticamente irrisorio. Il che renderebbe lo scopo principale di un'asta giudiziaria praticamente nullo. Ma anche perché finisce nelle mani della criminalità organizzata. Inoltre, le famiglie in questione difficilmente riescono a trovare un'altra abitazione in cui risiedere, e finiscono a mendicare per le strade. Proprio per questa ragione, molteplici associazioni che sostengono i debitori chiedono al governo di legiferare in merito. A oggi, infatti, non c'è un impedimento legale che faccia sì che le mafie non partecipino alle aste giudiziarie (fonte: Avvenire).


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