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Vismara: ancora a rischio fallimento?


La Vismara è un' azienda alimentare in fallimento. O quasi. La situazione rimane incerta, ma è strettamente intrecciata alle sorti della Ferrarini che la controlla da più di un ventennio. Infatti, i debiti contratti da quest'ultima hanno messo in crisi l'azienda di cui parleremo in quest'articolo. Ma la faccenda sta negativamente influendo anche sulle vicende della Latteria Madonna della Pietra, dell'Immobiliare Vendina e della Prosciutterie della Pietra, in aggiunta alle finanziarie situate in Lussemburgo (fonte: Reggionline). Dopo un breve excursus nella storia dell'impresa specializzata nella produzione di salumi, si parlerà di come si è giunti a questa situazione che non minaccia solo la stessa impresa, ma anche i suoi dipendenti.

La sua storia, e un importante riconoscimento

L’azienda, fondata nel 1898 a Casatenovo, in provincia di Lecco, ha avuto la guida del cavalier Francesco Vismara. Quest'ultimo ha visto l'impresa prima ceduta alla Buitoni nel 1987, prima che finisse sotto il controllo della Nestlé. La Ferrarini l'ha acquisita dalla suddetta Nestlé nel 2000. Vismara è morto nel 2012, lo stesso anno in cui il nuovo stabilimento di produzione è diventato operativo. Poco lontano dalla sede storica, questo stabilimento impiega 164 dipendenti ed è noto per essere particolarmente all'avanguardia dal punto di vista tecnologico. Già nel secolo scorso, infatti, i tecnici della Vismara insegnavano e facevano consulenza verso le maestranze di altri produttori per aprire ulteriori opifici (fonte: Foodaffairs).

Tra i prodotti più noti della Vismara, si segnalano la mortadella Vismarissima e il salame Vismarino, oltre ai prosciutti crudi e cotti. Nel giugno 2021, il Ministero dello Sviluppo Economico ha iscritto il brand nel registro speciale dei Marchi storici di interesse nazionale (fonte: Il Foglio). Questo riconoscimento, istituito il 10 gennaio 2020, è stato assegnato anche al brand Scala della Deco Industrie, al marchio Jolly, all'azienda Polli, al marchio Cirio e al marchio Yoga (fonte: Ministero dello Sviluppo Economico). Tuttavia, la Ferrarini ha ben presto maturato un debito che in questo momento ammonta a circa 850 milioni di euro, tra passivi e debiti nei confronti degli istituti bancari (fonte: Reggionline).

Tra il 2019 e il 2020

Nel 2019, il gruppo Amadori di San Vittore di Cesena, specializzato in campo avicolo, ha avviato delle trattative per acquisire la Vismara. Ma in seguito a diversi rinvii, la compagnia ha inviato una lettera indirizzata al Tribunale di Reggio Emilia. In questa lettera, la Amadori ha espresso la sua mancanza di disponibilità a proseguire ulteriormente le trattative. Una delle cause dietro a questa decisione è l'assemblea dei creditori che è stata spostata dal 22 ottobre al 22 gennaio (fonte: Italianfoodtoday.it). Il suo obiettivo era al contrario quello di poter concludere le trattative entro il mese di luglio, pur dichiarandosi disponibile ad aspettare solo qualche settimana di rinvio (fonte: Reggio Sera).

Nel 2020, il giudice del Tribunale di Reggio Emilia, Niccolò Stanzani Maserati, ha ascoltato le ragioni dei creditori della Vismara durante un'adunanza. Tra i presenti, c'era Lisa Ferrarini, attuale presidente dell'omonimo gruppo. Quest'ultima ha avanzato una proposta per scongiurare il fallimento di Vismara. Franco Cadoppi, il commissario giudiziale, ha dichiarato che la proposta aveva come oggetto il seguente obiettivo: i flussi di cassa generati dalla gestione ordinaria avrebbero dovuto essere usati per rimborsare i creditori privilegiati al 100% e i creditori chirografari con dei titoli in misura pari al 20% di credito (fonte: Reggionline). Per "creditore chirografaro" si intende il creditore con un credito non assistito da pegni, privilegi e ipoteche.

Un'altra istanza di fallimento

Il tribunale di Reggio Emilia ha poi ricevuto un'altra istanza di fallimento sia per Ferrarini che per Vismara. Sido Bonfatti, avvocato e legale dell'impresa con sede a Rivaltella, ha potuto consultare l'atto e ha dichiarato che si tratta di una proposta inammissibile, in quanto la Ferrarini è in procedura di concordato preventivo. Il che significa che l'impresa sta realizzando degli accordi con i suoi creditori allo scopo di perfezionarli presso lo stesso tribunale di Reggio Emilia. Ha inoltre aggiunto che, a suo parere, si tratta di un'iniziativa vergognosa. Lo scopo non è infatti avanzare una proposta concorrente, ma chiudere direttamente l'azienda. E questo esito comporterebbe il licenziamento di ben 500 persone.

L'istanza di fallimento contro la Ferrarini e la Vismara risulta essere stata presentata da ben tre aziende. La prima è la Re-covery S.p.A. di Milano, specializzata nel settore alimentare. La seconda è la RE-food S.p.A., che si occupa di contrastare il fenomeno dello spreco alimentare. La terza è la Filiera SI S.R.L. di Carpi, un brand che tratta la conserva di carne e che appartiene all'O.P.A.S. Società Cooperativa Agricola. I Grandi Salumifici Italiani Bonterre di Modena, società nata dall'unione tra GSI e Parmareggio, si ritrova a capo di questa cordata. Ad appoggiare questa sua iniziativa ci sono gli istituti bancari creditori Banca Intesa Sanpaolo e UniCredit (fonte: Il Resto del Carlino).

Precisazioni

I dipendenti della Vismara, nelle scorse settimane, sono stati messi in allerta dalla richiesta di avvio della procedura per la dichiarazione di fallimento di Ferrarini. Hanno anche appreso che le tre succitate imprese concorrenti alla cordata costituita dalla Bresaole Pini S.R.L. di Grosotto e dalla finanziaria Amco di Napoli avrebbero avanzato la proposta. Tuttavia, si è appreso che risulta esserci stato un errore. Infatti, la richiesta aveva come oggetto uno stato di insolvenza della Ferrarini, e non il fallimento della stessa come ipotizzato in precedenza. Ma gli stessi dipendenti hanno individuato nella società Spienergy di La Spezia la responsabile della richiesta di fallimento della Vismara (fonti: La Provincia di Lecco e Lecco Today).

Caso Vismara: rinvio a settembre

Il Tribunale di Reggio Emilia si è riservato il diritto di esprimersi sulla seconda proposta di concordato della Bresaole Pini S.R.L. e della finanziaria Amco appunto in tale data. Dopodiché dovrebbe fissare una nuova udienza dei creditori (fonte: Il Resto del Carlino). Se l'azienda verrà definitivamente rilevata da Pini e Amco, allora c'è la possibilità che si possa continuare a mantenere le attività produzione. E di conseguenza, i 164 dipendenti di Vismara potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo. Anche perché questa decisione eviterebbe sia il loro licenziamento che un'eventuale delocalizzazione all'estero. Il che è un percorso sempre più battuto, di questi tempi. Ma anche disastroso per l'economia italiana (fonte: Il Giorno).


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