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Pontedera: fallimenti diventano occasioni


Un albergo, come per Fauglia, può essere venduto per poco più di 300mila euro. Sono, in questo caso, le aste giudiziarie a testimoniare le difficoltà economiche in cui si vanno ad incontrare famiglie e imprese. Perché continua a lievitare il numero di coloro che, nella impossibilità di onorare i propri impegni finanziari, sono costretti a cedere i loro beni per tamponare falle molto spesso irreparabili. Sono 300 i beni, tra case, fondi commerciali, industriali, terreni e altro. che sono in custodia per l’asta tra Valdera, Valdarno e Valdicecina. Tra questi ci sono 166 case, 46 terreni e 30 immobili commerciali.

A capo di tutti i Comuni, quello di San Miniato con 28 beni, seguito da Santa Croce con 22, Santa Maria a Monte con 21 e Castelfranco con 14. Numeri più bassi in Valdera, a partire da Pontedera con 6 beni all’asta, stessa cifra per Peccioli e Ponsacco. La crisi, anche da questi numeri, ha ancora il morso profondo. Dal 2008 le iscrizioni negli elenchi dei pignoramenti e dunque delle aste hanno continuato sempre più ad aumentare. In contemporanea è sceso il numero degli acquirenti nonostante la riduzione dei prezzi ‘battuti’ per la cessione di case, locali, terreni. Perchè la crisi si fa sentire su tutto: anche sulla partecipazione alle aste che sempre più spesso vanno deserte e i beni si ripropongono anche di anno in anno.

Sono i debitori  coloro che pagano il prezzo più alto: questi vedono scendere il valore del bene finito all’asta e, di conseguenza, la possibilità di riuscire a soddisfare i loro crediti. Mentre ai creditori tocca attendere. Ma tutta questa situazione è un dramma che coinvolge troppe persone. E’ il segno di un territorio bloccato dalla parentesi negativa, dove le aziende non vedono ripresa, i posti di lavoro diminuiscono, il disagio cresce. L’asta è solo l’atto finale di un lungo percorso collegato al pignoramento, quello che nessuno vorrebbe mai sopportare. La casa, magari acquistata con la convinzione di farcela a pagare un mutuo di 25 anni, con tanti sacrifici, che ti viene portata via. All’asta, sono state messe strutture che erano aziende.

Con  una base di partenza 1milione e 350 mila euro, andrà all’asta a settembre un grande capannone che era destinato alla commercializzazione di prodotti ittici. In più un importante struttura di San Miniato Basso, che si trova nella zona artigianale, va all’asta per più di un milione di euro. A Ponte a Egola, invece, un immobile industriale su due piani fuori terra e parte su un solo piano, sarà battuto a partire da 1milione e 400mila euro. Altro caso concerne Cenaia con un immobile industriale da oltre 335 mila euro. Nel Valdarno c’è un immobiliare ad uso artigianale anche a Santa Maria a Monte. All’asta anche molti terreni agricoli giacchè la crisi ha messo in ginocchio anche la campagna.