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Fallimento Officine Rizzoli: nessun compratore


Le Officine Rizzoli non hanno trovato ancora alcun compratore.

Stiamo parlando dell’azienda biomedica della città di Bologna, fondata nel 1896, le Officine Rizzoli. Il fallimento dell’impresa è stato dichiarato il 24 gennaio, per 15 milioni di crediti dalle aziende sanitarie pubbliche. Una cifra record.

Intanto l’udienza fissata presso il Tribunale di Bologna è andata deserta, contro ogni aspettativa.

Il curatore fallimentare, Zanzi, ha spiegato come c’era stato un forte interesse straniero, sicuramente (in particolare aziende svizzere e cinesi che hanno contattato il curatore), ma poi non si è giunti a nulla di concreto, purtroppo.

Anche un’azienda italiana sarebbe interessata all’acquisto delle Officine Rizzoli. Nell’aula erano, infatti, presenti due avvocati bolognesi, che rappresentavano una ditta italiana interessata. Tuttavia, la base d’asta, per loro, era risultata troppo alta e avevano, così, deciso, di non presentare l’offerta.

Il curatore Zanzi e il giudice fallimentare Pasquale Liccardo, hanno anticipato che urge trovare un acquirente ben presto. Infatti, la prossima asta si terrà nel breve periodo, in quanto l’azienda è in fase di esercizio provvisorio, attualmente.

Bisogna, intanto, capire se la base d’asta sarà abbassata. Zanzi ha, però, spiegato che potrebbe essere anche più alta, mentre finora, si stava cercando di favorire l’investitore italiano, in quanto i fondi di investimento stranieri, hanno delle procedure complesse.

Quali sono i numeri dell’azienda? Si contano 38 milioni di debiti e 35 milioni di attivo: 15 per i crediti dalle pubbliche amministrazioni e 20 di immobilizzazioni, materiali e immateriali.

Insomma, la speranza è che l’azienda possa essere acquistata immediatamente e che i debiti possano essere saldati in tempi celeri.