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Fallisce Ventures e con essa il rilancio della ex Embraco


Triste e solitario finale per lo stabilimento ex Embraco di Riva di Chieri (TO) e per i circa 400 dipendenti. Nella serata di ieri il tribunale di Torino ha decretato il fallimento della Ventures, la società italo-israelo-cinese selezionata ormai due anni fa dal Ministero dello Sviluppo Economico per rilanciare e reindustrializzare il sito. L'azienda, che praticamente non ha mai prodotto nemmeno un pezzo dei macchinari che avrebbe dovuto realizzare e immettere sul mercato, bici elettriche, distributori di bevande e tecnologie robotizzate per la pulizia dei pannelli fotovoltaici, è praticamente invisibile, evaporata. Inevitabile la richiesta di fallimento da parte della procura piemontese che indaga anche sul destino dei 4 milioni versati in dote dall’ex proprietario, allora gruppo Whirlpool che nel gennaio 2018 aveva deciso di chiudere la fabbrica e di licenziare 517 lavoratori. A marzo 2018 era stato firmato l'accordo al Mise. Il passaggio a Ventures, avvenuto a luglio 2018, prevedeva il rientro di quasi tutta la forza lavoro con un centinaio di uscite incentivate. Del progetto faceva parte anche Astelav, azienda che si occupa della rigenerazione di elettrodomestici, subito però uscita di scena. Ventures è una newco con tre soci: un gruppo israeliano e la famiglia Di Bari, con il 40% ciascuno, e un partner cinese rimasto sempre sulla carta. Durante la 'gestione' della newco, l'unica cosa che è stata fatta è lo smantellamento dei macchinari della ex Embraco, con l'impiego di pochi lavoratori, impiegati solo per la ristrutturazione dell'immobile. Nei giorni scorsi, proprio davanti al Tribunale, durante la prima udienza per l'istanza di fallimento, i dipendenti avevano manifestato chiedendo ancora una volta un briciolo di certezze. Attualmente i lavoratori ancora alle dipendenze dell'azienda si trovavano in cassa integrazione per Covid. Proprio quella degli ammortizzatori sociali resta una delle partite aperte su cui bisognerà capire i prossimi passi e, di conseguenza, il destino di 400 famiglie. Della questione, nel corso degli anni, si sono occupati svariati governi e ministri, da Carlo Calenda a Luigi di Maio, anche con alcune visite e incontri in fabbrica o nel palazzo della Regione. Rassicurazioni, auspici e impegni, compreso il coinvolgimento di Invitalia per garantire i lavoratori innanzitutto, che però col fallimento hanno subito l'ennesimo schiaffo. "La dichiarazione di fallimento di Ventures è una tragedia annunciata, che mette fine alla lunga agonia della ex Embraco - commenta il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero -. Alla luce della decisione del Tribunale, diventa ancora più urgente istituire un tavolo operativo a sostegno di possibili progetti imprenditoriali che possano coinvolgere quote dei lavoratori ex Embraco".


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