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Codice astaAG2300223
Roma (Roma)

Tettoie Chiuse o Aperte all'asta a Roma

Piena proprietà di soffitta (ex lavatoio) sita in Roma, Viale Cesare Pavese 250, scala A, piano 7°, int.19, per una superficie lorda di circa 61,55 mq., frazionata senza titolo edilizio in due mini appartamenti, dotata di doppio ingresso sul pianerottolo.


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Contatti


Dettagli vendita

  • Tipologia
    Senza incanto

  • Modalità
    Asincrona telematica

  • Base d'asta
    41.500 €

  • Rialzo minimo
    2.000 €

  • Offerta minima
    31.125 €

  • Termine presentazione offerte
    24/10/2022, 21:59

  • Data chiusura asta
    25/10/2022, 12:00

Posizione del bene

  • Viale Cesare Pavese, 250, 00144 Roma RM, Italia
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Lista beni

  • Descrizione
    Piena proprietà di soffitta (ex lavatoio) sita in Roma, Viale Cesare Pavese 250, scala A, piano 7°, int.19, per una superficie lorda di circa 61,55 mq., frazionata senza titolo edilizio in due mini appartamenti, dotata di doppio ingresso sul pianerottolo. L'unità immobiliare posta ad ovest (ingresso di destra) è composta da: vano con angolo cottura, bagno e camera; l'unità immobiliare posta ad est (ingressi di sinistra) è composta da: vano con angolo cottura, bagno e camera. Intorno alle due unità sopra descritte è presente un terrazzo per la superficie lorda di circa 92,61 mq. Tale terrazzo si estende sui lati ovest, sud ed est dell'immobile e non presenta barriere divisorie tra le due unità immobiliari sopra descritte divise internamente. L'immobile nella sua interezza confina con il vano scale a nord, distacchi sui lati sud, est ed ovest, salvo altri. Identificato nel N.C.E.U. del Comune di Roma al foglio 861, part. 626 sub. 501, z.c.5, cat. A/2, cl.3 consistenza 4,5 vani, superficie catastale 77 mq., r.c. € 976,10 piano 7, int. 19. L'immobile oggetto del pignoramento è ubicato in un edificio costruito in base alla licenza edilizia rilasciata dal Comune di Roma il 6 maggio 1976 al numero 704 e successive varianti del 4 agosto 1977 numero 500/C e 31 luglio 1979 numero 1624/C. Per quanto riguarda l'intero fabbricato non sono state apportate modifiche soggette a sanatoria urbanistica. In data 25 novembre 1980, veniva rilasciata dal Comune di Roma la dichiarazione di abitabilità per l'intero fabbricato a seguito della domanda N.40864/79. L'immobile pignorato non risulta regolare per la legge n° 47/1985. La costruzione non è antecedente al 01/09/1967. Originariamente al piano settimo della scala "A", come si evince dal suddetto certificato di abitabilità, vi era un lavatoio di 14 mq. circa e uno stenditoio coperto di 19 mq. circa con altezze per entrambi pari a 2,20 m. Successivamente ed in assenza di qualsiasi titolo edilizio, si è proceduto al tamponamento dello stenditoio e alla costruzione di due ambienti realizzati sui fronti opposti al corpo scala rispettivamente di mq. 8,5 circa e 10 mq. circa. Tali ampliamenti insistono sull'originaria area scoperta che oggi è ridotta ad una superficie netta di 81 mq. circa. I nuovi locali così determinati sono stati accatastati il 27/05/1999 apportando la variazione di destinazione d'uso in A/2. Le altezze interne dei locali sono di 2,16 m. e 2,38 m. per l'appartamento esposto ad ovest, e 2,16 m. e 2,42 m. per l'appartamento esposto ad est. E’ stata presentata domanda di condono al Comune di Roma in data 27 febbraio 1995 con protocollo n.43724. La domanda di condono riguardava un ampliamento di 43 mq. (che corrispondono alle due stanze realizzate e alla tamponatura dello stenditoio) con destinazione d'uso residenziale. Successivamente in data 2/6/2000, il Comune di Roma, rilasciava la sanatoria n. 232660 di quanto realizzato abusivamente, specificando che la concessione/autorizzazione è stata rilasciata ai soli fini di sanatoria edilizia e pertanto l'abitabilità è subordinata all'ottenimento del prescritto certificato nell'osservanza delle norme stabilite in materia della legge 47/85. La carenza dell'altezza interna minima di 2,70 metri per i vani abitabili, impedisce la deroga automatica ai requisiti fissati dalle norme regolamentari (L. 47/85 all’articolo 35). Pertanto, l’immobile pignorato avendo altezze inferiori a quelle previste dal D.M. 5/07/1975 non può essere ritenuto abitabile anche se condonato, e non può avere la categoria catastale A/2, pertanto sarà necessario effettuare un nuovo accatastamento con categoria C/2. Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti.

  • Tipologia
    Tettoie chiuse o aperte

  • Posizione
    VIALE CESARE PAVESE 250

  • Foglio
    861

  • Particella
    626


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