Espropriazione

Vincoli espropriativi illegittimi a Busto Arsizio


La sentenza del 6 Giugno del Tar sui vincoli preordinati all’espropriazione

Che botta dal Tar: i «vincoli urbanistici illegittimi» su una serie di aree costeranno a Palazzo Gilardoni risarcimenti per quasi 900mila euro. Sono scheletri negli armadi di vecchia data, ma il Comune ha ben pensato di presentare ricorso in appello.
Il 6 giugno è una data che per il Comune di Busto Arsizio rischia di segnare i prossimi bilanci, in un’epoca già caratterizzata dalle ristrettezze finanziarie che suggeriscono di rinviare il preventivo al mese di settembre. Quel giorno infatti il Tar della Lombardia ha emesso quattro distinte sentenze per la quantificazione del risarcimento da assegnare ai proprietari privati di alcune aree che avevano avuto ragione nei loro ricorsi contro l’amministrazione comunale.

Il Comune è stato condannato a risarcire i proprietari delle aree sottoposte a vincoli espropriativi

Il conto è davvero molto alto: in tutto quasi 900mila euro, tra risarcimenti e compensazione delle spese processuali. I ricorsi risalgono addirittura al 2001, sono dei veri e propri scheletri nell’armadio. I proprietari di alcune aree edificabili che erano state “bloccate” dai vincoli del piano regolatore generale già dal 1978, e poi reiterati nelle varianti allo strumento urbanistico del 1987 e del 1997, si erano rivolti al Tribunale Amministrativo della Lombardia per contestare questi vincoli e chiedere un risarcimento per la diminuzione del valore delle aree e per la perdita di reddito causata da quegli atti. Si trattava di «vincoli preordinati all’espropriazione e comportanti l’inedificabilità dell’area di proprietà dei ricorrenti»: per comprenderci meglio, il Prg andava a ricadere su delle aree precedentemente residenziali o industriali e le vincolava ad un uso pubblico che peraltro non si è mai verificato.

Intanto il Comune presenta ricorso in appello al Consiglio di Stato

La reiterazione di questi vincoli è stata considerata «illegittima» dal Tar, che ha così condannato il Comune di Busto Arsizio al risarcimento danni dei proprietari delle aree (tra cui c’è anche il curatore fallimentare di un’azienda) per tutto il periodo in cui non hanno potuto godere appieno dei loro beni, e fino all’entrata in vigore del nuovo Pgt che ha spazzato via tutti i vincoli del vecchio piano regolatore.
Così Palazzo Gilardoni, secondo le sentenze del Tar del 6 giugno , dovrà risarcire somme che vanno dai 79 mila ai 388mila euro ai proprietari dei terreni, per complessivi 870mila euro, a cui andranno aggiunti gli interessi ma anche le spese di giudizio e le spese processuali.

E il Comune, che fa, ha intenzione di pagare o di ricorrere in appello? Per ora, ha deciso di preparare il ricorso in appello al Consiglio di Stato, visto che l’ufficio urbanistica di Palazzo Gilardoni ritiene che «dalla documentazione agli atti e dal contenuto delle sentenze, sussistano giustificati motivi per proporre appello al fine di tutelare gli interessi dell’Ente». Così la giunta ha già affidato la difesa ad un avvocato di Varese. Il budget a disposizione, a carico di Busto Arsizio, è di quasi novemila euro.


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