Pignoramenti

USA: pignoramenti in aumento del 38%


La banca dati immobiliare statunitense, la RealtyTrac Inc., ha pubblicato dati preoccupanti dovuti all’alto livello di disoccupazione e alla riduzione notevole dei salari.

A subire la situazione sono state soprattutto le famiglie con reddito medio basso.

La conseguenza più evidente è stato un aumento dei pignoramenti del 38% annuo. Al momento sono oltre un milione gli americani che si vedranno pignorare la casa per via dei debiti o dell’insolvenza per il pagamento del mutuo. Nei primi sei mesi del 2010 sono state 528 mila le case espropriate: secondo questo andamento l’anno in corso si concluderà con circa 900 mila pignoramenti in più rispetto all’anno scorso.

Una crescita record che corrisponde ad un incremento del 5% solo nei primi tre mesi dell’anno. Le statistiche confermano le grandi difficoltà che gli USA stanno attraversando per uscire dalla recessione.

Anche il direttore del Joint Center for Housing Studies dell’Università di Harvard ha confermato che la percentuale dei pignoramenti non ha ancora raggiunto il picco massimo: il livello di disoccupazione sembra infatti destinato a crescere nei prossimi 6-9 mesi.

La maggior parte degli analisti riteneva al contrario che il picco fosse stato raggiunto alcuni mesi fa: ottimismo contraddetto dai fatti. Basti pensare che sono quasi 2 milioni le proprietà per le quali sono stati inviati avvisi di pignoramento entro giugno 2010, l’8% in più rispetto al 2009. L’analisi della RealtyTrac Inc. ha inoltre evidenziato che il prezzo di vendita era inferiore del 27% rispetto allo standard commerciale: il prezzo di vendita medio è stato di 171.971 dollari.