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Nella finanziaria un piano del governo contro i crediti deterioriati


Non performing loans: nuovo richiamo delle agenzie di rating all'Italia. Il loro valore è però ai minimi da quattro anni a questa parte e nella manovra potrebbero esserci novità

Il problema dei crediti deteriorati in pancia alle banche dovrebbe trovare posto nella manovra finanziaria del governo che si sta mettendo a punto in questi giorni. I Npl (non performing loans) rimangono uno dei punti "caldi" dell'economia, pur in ripresa, italiana. Pochi giorni fa ad esempio Fitch ha richiamato nuovamente l'Italia sul tema.

Secondo le ultime stime, a luglio questi crediti deteriorati sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi quattro anni (65,8 miliardi di euro la stima dell'Abi) ma restano bolle pronte a scoppiare . “L'eredità della massa di non performing loans - scriveva l'agenzia di rating - continua a pesare in maniera consistente sui bilanci di alcune banche europee, specialmente in Italia". Un po' tutti i grandi istituti di credito della Penisola stanno lavorando per ridurre l'incidenza dei Npl nel proprio portafoglio.

Una partita che potrebbe essere agevolata dal governo con una serie di provvedimenti che potrebbero essere introdotte nella nuova legge di Bilancio. Una riguarda appunto la discesa dello stock di Npl e norme per impedire che se ne creino dei nuovo. Si stanno studiando bond cuscinetto: una categoria intermedia tra i "senior" e i "junior". I primi blindati, i secondi rischiosi. Tra le ipotesi anche la possibilità di cartolarizzare i crediti deterioriati.

Tra le ipotesi anche un rafforzamento del patto marciano, il contratto con cui creditore e debitore nella stipula del mutuo. In caso di inadempimento, il creditore può acquistare la proprietà del bene offerto in garanzia, versando la differenza tra l'importo del credito e il valore del bene stesso.

Infine il ministero della Giustizia starebbe iporizzando qualche agevolazione fiscale a chi compra case all'asta. Potrebbe tornare l'imposta di registro fissa (200 euro), una misura che è scaduta lo scorso 30 giugno e potrebbe essere estesa a tutto il 2018.