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Turismo: si riprenderà nel 2021 o si rischia il fallimento?


Quello appena trascorso è stato, in generale, un anno horribilis per l'Italia. Sono state molte le difficoltà che gli italiani hanno dovuto affrontare e che solo ora cominciano a lasciarsi alle spalle. La pandemia ancora in corso, fronteggiata con le chiusure di diverse attività durante le festività, due Pasque e un Natale, hanno messo in ginocchio l'economia nostrana. Il virus Covid Sars 19 ha così portato vicino al fallimento impresa del turismo. Dati alla mano, Garavaglia, il Ministro del Turismo ha recentemente certificato che solo lo scorso anno, cioè nel 2020, si è verificata una vera e propria emorragia economica, sono stati infatti persi 27 miliardi circa in questo settore di vitale importanza per il nostro paese.

Il paradosso del lavoratore che manca

La situazione attuale è decisamente complicata. L'arrivo dell'estate, accompagnata da una campagna di vaccinazioni importante ma non ancora portata a termine, ha portato alla riapertura delle frontiere, facilitando l'arrivo di turisti stranieri. A loro si aggiungono anche gli italiani che per diversi motivi fanno segnare una crescita della domanda turistica interna pari al 10%. Segnali di crescita confortanti che però, paradossalmente, vanno a scontrarsi con l'acuto problema che il settore sta vivendo: non si trova personale. Per evitare il fallimento l'impresa del turismo italiana ha bisogno di forza lavoro che non c'è. Il settore deve riaprire velocemente ma si scontra con il problema dei lavoratori stagionali che, colpiti duramente dalla crisi, hanno deciso di ripiegare su altro.

Si riapre per non chiudere più e la voglia di ripartire è già tanta. Il peggio sembra essere ormai alle spalle e un cauto ottimismo lascia ben sperare. Complessivamente c'è molta voglia di tornare a viaggiare, anche se al momento si parla sempre e comunque solo di turismo di prossimità. Il settore punta infatti a tornare in attivo nel 2022, solo nel prossimo anno si potrà, forse, raggiungere l'80% del fatturato del 2019. Tutto ciò diventerà possibile solo se ci sarà l'apertura definitiva grazie ai vaccini. Le aperture a singhiozzo hanno penalizzato il settore, portando vicino al fallimento impresa turismo. Per quest'anno gli addetti ai lavori pensano di poter raggiungere il 52% del giro di affari rispetto al 2019 alla normalità pre-Covid del 2019.

Parola d'ordine: resilienza

Di certo non saranno come le famose "lacrime e sangue" pronunciate dal primo ministro britannico Winston Churchill per l'entrata in guerra dell'Inghilterra nella Seconda Guerra Mondiale ma anche il ministro Garavaglia ha scelto di usare parole importanti per l'occasione. La ricetta ministeriale per evitare il fallimento dell' impresa turismo in Italia è decisamente motivante, a base com'è di "Grinta, entusiasmo e resilienza". Questo è lo slogan scelto per il rilancio del settore. Il governo ha poi deciso di non far pagare i contributi agli imprenditori che consentiranno il rientro dalla cassa integrazione ai lavoratori. Il Ministro ha voluto sottolineare che il vero ristoro, quello più importante, è tornare a fatturare, cioè a lavorare nuovamente, allontanando lo spettro di nuove chiusure.

I dati recentemente presentanti dallo studio Confturismo di Confcommercio mostrano come la fiducia dei viaggiatori italiani sia in netto rialzo. Già solo nello scorso mese di maggio si può vedere come il trend dell'ottimismo sia in rialzo, aumentato di 12 punti, arrivato così a raggiungere quota 69, proprio come due anni fa. I viaggiatori italiani sono pronti per tornare a viaggiare: il 41% di loro - parliamo di circa 10 milioni - ha già effettuato le sue prenotazioni. A questo dato si aggiunge anche il calo di 4 punti della quota degli scettici, passata dal 25% al 21% . L'86% dei viaggiatori italiani è intenzionato a viaggiare all'interno dei confini nazionali mentre solo il 14% ha deciso di sconfinare.

Deve passare lo straniero

Per evitare il fallimento è necessario il ritorno del turismo internazionale. Basti pensare che i turisti americani nel nostro paese valgono, da soli, un punto di Pil. Le cose devono cambiare e, rispetto all'anno scorso, il turismo italiano si ritroverà davanti a una stagione diversa. Infatti grazie all'arrivo dei vaccini a settembre il Paese non richiuderà. Un fattore importante, ancora tutto da valutare, è il Green Pass europeo, Il suo arrivo è imminente e questa soluzione tecnologica dovrebbe facilitare lo spostamento dei viaggiatori all'interno dei confini dell'aria di Schengen. Il Green Pass racchiuderà in un codice Qr lo stato di salute del viaggiatore, evitando così l'isolamento obbligatorio a chi è già guarito dal Covid, a chi ha un tampone negativo e a chi è vaccinato.

La situazione è in fase di miglioramento ma fallimento impresa turismo in Italia resta comunque dietro l'angolo. Basterà il 10% in più di richieste da parte degli italiani e il 12% in più degli stranieri a salvare il tutto? Al momento i viaggiatori che arrivano o che hanno intenzione di arrivare nel nostro paese sono quelli a noi più vicini, cioè: Austria, Francia, Germania e Svizzera. Sono i turisti che possono tranquillamente arrivare in Italia da soli, tramite la propria automobile. Sono quelli che possono decidere all'ultimo momento di organizzare il viaggio avendo i requisiti richiesti. Mancano invece i flussi che hanno bisogno di organizzazione, i grandi gruppi, come quelli americani che potrebbero arrivare da noi solo a settembre od ottobre.

La competizione non lascia troppe scelte

Il mercato italiano del turismo si deve confrontare anche con i tanti competitor stranieri. Francia e Spagna stanno per aprire le loro frontiere ai turisti americani vaccinati. Per non perdere importanti fette di mercato le scelte del governo italiano dovrebbero tenere conto anche delle diverse realtà del panorama mediterraneo. I governi di Atene e d'Istanbul hanno deciso di riconoscere il vaccino Sputnik, ammettendo così anche i turisti a cui è stato inoculato il siero di produzione russa che, al momento, non ha ancora ottenuto il via libera dall'Ema, l'agenzia europea del farmaco. Per questo motivo tanti turisti russi, che prima invadevano la Versilia e facevano shopping nei nostri Outlet, stanno prenotando le loro vacanze in queste nazioni abbandonando il Bel Paese.

Bisogna scegliere per evitare il fallimento impresa turismo

Aprire ora per non chiudere più. L'attuale prospettiva però è quella di andare in rosso, quasi sicuramente, anche in questo 2021. Il peggio, forse è passato, ma il presente è ancora molto instabile. Ora tutte le carte sono stata messe sul tavolo. I nodi di questo settore sono arrivati al pettine. La mancanza di personale qualificato ha messo in evidenza i problemi del lavoro stagionale e del precariato. I dubbi riguardanti il funzionamento del Green Pass Covid a livello europeo mostrano tutti i problemi dell'elefantiasi burocratica di Bruxelles. Finiranno così per essere decisive le scelte del governo italiano chiamato a sostenere con fatti concreti questo importante settore per evitarne il fallimento.


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