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Truffe nei fallimenti: arrestati cinque imprenditori


Non bastavano i grandi problemi che imperversano nell’ambiente e la crisi economica che fa da contorno ad uno scenario drammatico.

A fare scalpore infatti pochi giorni fa è la storia di cinque imprenditori romani che sono stati arrestati nella capitale dalle Fiamme Gialle perché a capo di un’organizzazione che truffava il Fisco.

La fatidica truffa consisteva nell’organizzare fallimenti fasulli sottraendone i capitali destinati al pagamento delle imposte. Il tutto veniva portato avanti tramite alcuni soggetti che facevano da prestanome, la creazione di una fitta rete di nuove società e beni capitali nuovi. In particolare gli imprenditori arrestati, anche con l’ausilio della Procura della Repubblica della capitale, avevano formato un gruppo di esperti che portavano al fallimento numerose società, al fine di sottrarre i capitali destinati al pagamento delle tasse, aggirando l’ostacolo Fisco, per un totale di circa cento milioni di euro.

Gli arrestati, tutti tra Verona, Milano e Pavia, hanno ottenuto cinque provvedimenti restrittivi, 3 in carcere e due ai domiciliari. Sequestrati anche una trentina di immobili e alcune quote di società italiane, tra le quali spicca la I.M.C.O., azienda proprietaria di un noto marchio di batterie di pentole, come riferisce la nota del sito della Guardia di Finanza dell’11 maggio scorso.