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Banksy, torna all’asta la sua opera che si autodistrusse


Una nuova asta Banksy, l'artista senza identità che è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori esponenti della street art, si è tenuta il 14 ottobre. Da Sotheby’s aggiudicato per 18,5 milioni di sterline Love is in the Bin ad un cliente asiatico. Il quadro con la ragazzina con il palloncino ridotto a striscioline era stato venduto nel 2018 a 1,1 milioniTrattasi del celebre quadro raffigurante una bambina con un palloncino che si è autodistrutto a causa delle lame all'interno di un'intelaiatura dorata molto spessa, subito dopo il suo acquisto a seguito di un'asta.

L'asta del 2018

Il 6 ottobre di tre anni fa, a Londra, Sotheby's ha messo all'asta l'opera "Girl with a balloon", ovvero "La bambina con il palloncino", realizzata con pittura acrilica e vernice spray su tela. Il suo autore è Banksy, il tuttora misterioso artista che ha iniziato la sua carriera con graffiti sui muri della città di Bristol. Gira voce che l'uomo dietro l'artista sia originario appunto di Bristol. Per la precisione, si è ipotizzato che fosse il musicista e graffitista Robert Del Naja, leader del gruppo trip hop Massive Attack. Ad avvalorare questa tesi c'è il fatto che, dopo ogni concerto dei Massive Attack, dei graffiti di Banksy comparivano nella città in cui il gruppo si era esibito.

Ma questa voce non è mai stata confermata. Durante l' asta Banksy del 2018, il quadro si è autodistrutto per metà, riducendo la tela a striscioline. Lo stesso writer, tramite un video pubblicato su Instagram, ha dichiarato che la sua intenzione era quella di distruggere l'opera del tutto. Tuttavia, qualcosa doveva essere andato storto contrariamente a ogni previsione. Infatti, durante le prove, il meccanismo telecomandato da un suo emissario aveva sempre funzionato. Sotheby’s si è difesa affermando che l'azione non era stata concordata con l'artista per creare scalpore, perché non è possibile chi ha cominciato con i graffiti sui muri di Bristol scenda poi a patti con i mercanti d'arte.

Dopo il 2018

In seguito all' asta Banksy, il writer ha dichiarato di essersi ispirato a Picasso. Per la precisione, voleva mettere in pratica la sua frase: "Anche il desiderio di distruggere è un desiderio creativo". Il quotidiano britannico The Guardian ha definito la sua iniziativa come lo scherzo più audace mai fatto nella storia dell'arte. Nel frattempo, il Museum Frieder Burda di Baden-Baden, in Germania, ha ospitato il quadro nel 2019. L'accesso era gratuito. Ma era possibile effettuare una donazione libera per finanziare dei programmi di istruzione locali per i rifugiati. Anche la Staatsgalerie Stuttgart di Stoccarda ha consentito l'accesso gratuito per vedere l'opera di Banksy, quando l'ha ospitata a sua volta.

Queste due ultime iniziative non sono casuali. Banksy, infatti, ha sempre creato delle opere e intrapreso delle iniziative volte a promuovere la solidarietà e a combattere gli sprechi di una società sempre più consumistica. Per esempio, durante l'estate del 2020, ovvero in piena pandemia Covid-19, il writer ha finanziato e decorato con i suoi graffiti l'imbarcazione Louise Michel (dal nome di un'anarchica femminista francese) destinata a soccorrere i rifugiati nel Mediterraneo. Nelle sue intenzioni, l'iniziativa benefica doveva scuotere l'opinione pubblica sull'immigrazione, che spesso finisce tuttora per essere un mero oggetto di strumentalizzazione a opera dei politici. Inoltre, come molte altre opere sia precedenti che successive, Banksy ha realizzato un vero e proprio inno alla solidarietà.

Durante il 2021

Banksy ha continuato con le sue iniziative di impegno sociale anche nel corso della scorsa estate. Recatosi in vacanza a Lowestoft, Gorleston e Great Yarmouth, ha creato delle nuove opere che esprimono le sue opinioni nei confronti dell'Islam radicale, del mercato dell'arte in genere e della Brexit. Un video postato dallo stesso artista su Instagram, denominato “A Great British Spraycation”, ha confermato la sua presenza e la sua attività nelle suddette località. Ma i suoi fan italiani possono godere della sua arte grazie a iniziative come la mostra "Building castles in the sky" dedicata a lui presso il Palazzo Tarasconi di Parma, visitabile dal 18 settembre 2021 al 16 gennaio 2022.

Non è la prima asta

Quali altre opere di Banksy sono state acquistate tramite un'asta, a parte "Love is in the bin" che in origine era nata come un graffito comparso su un muro di Londra nel 2003? Per esempio, "Game Changer", l'opera messa a disposizione dell'artista per finanziare il National Health Service (ovvero il sistema sanitario nazionale britannico), commemorando così l'anniversario del primo lockdown nazionale avvenuto il 23 marzo 2020. Nell'opera, un bambino preferisce giocare con un pupazzo raffigurante un'infermiera mascherata che con quelli di Batman e Superman. La casa d'aste Christie's di Londra, il 24 marzo 2021, ha venduto "Game Changer" per 16,75 milioni di sterline (ovvero 19,4 milioni di euro), contro i 2,5 milioni inziali.

Altre opere finite all' asta Banksy

Per non parlare di "Love is in the Air". Sotheby’s, a New York, l'ha fatta aggiudicare a 12.9 milioni di dollari. Dopo appena 15 minuti. Sempre Sotheby's, a Londra, ha venduto nel 2019 "Devolved Parliament", un'opera di dieci anni prima che rappresentava degli scimpanzé nella Camera dei Comuni britannica, per 12.2 milioni di dollari. Infine, non si può non parlare della reinterpretazione di un quadro di Claude Monet denominata "Show me the Monet". Il suo titolo si rifà all'espressione inglese "Show me the money", ovvero "Fatemi vedere i soldi". L'opera del 2005, rivisitata da Banksy per protestare contro gli eccessi del consumismo, è stata aggiudicata nel 2015 per 9.9 milioni di dollari.


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