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Terme di Porretta in fallimento. Ora esercizio provvisorio.


Al tavolo di crisi alla Provincia di Bologna, potrebbe esserci anche il curatore fallimentare scelto dal giudice. A riferirlo è Ignazio Reina, sindacalista della Filcams-Cgil di Bologna, la sigla che nei giorni scorsi aveva lanciato l'allarme sulla stagione estiva a rischio per le terme dell'appennino bolognese.

Con l’avvicinarsi della scadenza della cassa integrazione in deroga, terminata a fine giugno, l'azienda aveva deciso di dare il via alla procedura di mobilità per tutto il personale (58 lavoratori su un totale di 79, 21 però sono stagionali). A questo venivano aggiunti anche problemi di liquidità con effetti sul pagamento degli stipendi e dei fornitori.

Lunedì si doveva comprendere se gli azionisti della "società Terme di Porretta Hotel delle acque & natural spa" e le banche erano disposti a sobbarcarsi il problema dell'esigenza di risorse fresche senza le quali era insostenibile il rientro del personale finito in cassa.
Queste le parole di Reina: “L'amministratore ci ha informati delle scelte prese... Diciamo che almeno si apre un fallimento con un esercizio provvisorio: se fosse stato per chiusura, allora sarebbe finita lì, invece così abbiamo la speranza di poter fare la stagione”.
Tra l'altro l'esercizio provvisorio potrebbe essere compatibile con un allungamento di due mesi della cig che è possibile grazie agli accordi regionali sugli ammortizzatori firmati lunedì; una misura su cui il sindacato contava per aiutare a traghettare le Terme oltre l'estate.

Reina: “Come con l'altro fallimento, contiamo che una buona gestione del curatore possa mandare avanti l'attività e permettere di fare la stagione estiva. Se tutto va bene, con un po' di fortuna magari a settembre si fa vivo qualcuno che per ora è scappato via”.

La situazione delle Terme di Porretta preoccupa poi anche la Lega Nord. Manes Bernardini, consigliere regionale del Carroccio, in una interrogazione rivolta alla giunta Errani chiede di sapere se la Regione sia a conoscenza di questa situazione e se e quali azioni “intenda porre in essere nell'immediato affinché vengano adottate adeguate misure per la salvaguardia occupazionale della struttura termale”.
Bernardini ricorda che nel dicembre 2012, la new company che gestisce attualmente il complesso termale di Porretta ha ottenuto dalla Provincia la concessione, in esclusiva, a sfruttare l'acqua termale del giacimento fino al 2035, purchè vengano rispettati i piani industriali presentati a marzo dello stesso anno che prevedevano importanti recuperi di bilancio e il mantenimento degli occupati.
Date, però, alcune dichiarazioni del sindacato sembrerebbe che i piani industriali “siano ad oggi compromessi, in quanto le terme dovrebbero diventare un'azienda di 21 dipendenti a lavorazione stagionale, come qualsiasi albergo”, spiega Bernardini in una nota.