Liquidazione Coatta Amministrativa

Teatro Verdi: liquidazione scongiurata


Il ministero dei Beni culturali ha approvato il piano di risanamento presentato dal Teatro Verdi, e ha dato il via alle procedure per l’accoglimento del documento che deve ottenere anche l’avallo del ministero dell’Economia.
La comunicazione relativa a Pier Francesco Pinelli, il commissario straordinario incaricato dal governo di vagliare i piani, è appena giunta. Il passo è molto importante: con il placet si aspetta una fetta dei 75 milioni complessivi (più 25 destinati alle emergenze) del fondo di prestito trentennale che il governo, attraverso la legge Valore cultura dello scorso anno, ha disposto a favore delle Fondazioni lirico-sinfoniche che hanno chiesto di accedervi.
Il vincolo che è stato fissato è il seguente: che si cerchi un equilibrio economico e finanziario entro il 2016, altrimenti interverrà la liquidazione coatta amministrativa.
Il Verdi ha presentare a febbraio l’intera documentazione. L’altro dato positivo è il seguente: il bilancio consuntivo 2013 è in attivo. Il sovrintendente Claudio Orazi non vuole ancora parlare di numeri, in attesa che il consiglio di amministrazione lo vada a licenziare alla luce dell’attesa relazione dei revisori dei conti. È Orazi stesso, però, accanto al sindaco Roberto Cosolini come presidente della Fondazione, che va a confermare l’attivo. Ciò porterà al teatro nuove risorse. La legge ha previsto infatti che nel triennio 2014-2016 il 5% del Fondo unico per lo spettacolo venga destinato ai teatri che hanno raggiunto il pareggio negli esercizi precedenti. Come accade ora per il Verdi.
L’accordo sindacale che doveva essere presentato a Roma, e con il quale i dipendenti, dopo avere rinunciato l’anno scorso ad una parte del premio di produzione che sfiorava 500mila euro, hanno accettato di rinunciare al 20% del contratto integrativo facendo risparmiare un altro mezzo milione di euro alla Fondazione. Assieme a tale accordo, il Verdi, commissariato nel 2011 con 23 milioni di debito patrimoniale e un rosso di esercizio di oltre 4 milioni nel consuntivo 2010, può raggiungere ora gli ultimi bilanci in ordine, grazie anche a un poderoso contenimento delle spese.
Tra i punti cardine presenti, resta l’aiuto ottenuto dalla Regione che, dopo un primo consistente intervento datato 2011, ha abbuonato nei mesi scorsi la restituzione di 14 mensilità del mutuo da 20 milioni andando ad alleggerire di gran lunga il debito patrimoniale (e i relativi interessi passivi). La riduzione degli organici prefigurata è stata molto lieve, mentre per il prossimo triennio sono stati previsti bilanci a pareggio su una cifra che oscilla tra i 19,2 e i 19,6 milioni di euro.
Il Verdi chiede a Roma di ottenere 11 milioni, cifra ritenuta congrua a garantire la sostenibilità del piano, prevedendo prudenzialmente per la restituzione del prestito un tasso del 2,5%, che è invece stato fissato allo 0,5%. La partita ora si va a spostare sulla ripartizione delle somme totali a disposizione: “Il debito complessivo delle otto fondazioni che hanno aderito al piano è di 211 milioni, più del doppio della cifra disponibile. Tutte dovranno rinunciare a qualcosa”, ha detto pochi giorni fa lo stesso Pinelli in un’intervista. Anche di questo si potrà parlare venerdì prossimo a Roma, dove il commissario ha convocato i sovrintendenti per un incontro sui piani.