Bancarotta

Streglio di None: sei indagati per bancarotta fraudolenta


Tra gli indagati per bancarotta fraudolenta ci sono: l’ex amministratore delegato Antonio Livio Costamagna, imprenditore di Racconigi, la figlia Tatiana, Angelo Inches, Romolo e Davide Arpellino, Adriano Cerardi, ex membri del consiglio di amministrazione.

I fatti contestati dal pm sono due. Per prima cosa si contestano le reali condizioni patrimoniali dell’azienda. Stando alle accuse Costamagna e Inches avrebbero tenuto il bilancio e le altre scritture contabili in modo da non permettere la ricostruzione del patrimonio e dell’andamento degli affari della società da loro amministrata. Vi era, inoltre, la volontà di ingannare i terzi e alla fine di conseguire un ingiusto profitto nel bilancio relativo all’anno 2011.

L’altro fatto che andava contestato all’ex proprietario e agli altri indagati, escludendo Inches, riguarda l’acquisto dell’azienda che fa capo alla Piaceretuo srl, in liquidazioni, amministrata dallo stesso Costamagna e da Arpellino. Attraverso tale operazione, i consiglieri di amministrazione della Streglio avrebbero distratto dalle casse della società 280 mila euro.

Il destino della fabbrica di None era segnato. Fallita due volte in poco tempo, fu acquistata successivamente con massime aspettative dalla Parmalat per poi essere coinvolta nello scandalo di Calisto Tanzi.

Nel 2005 è stata ceduta alla Borsci, la famosa famiglia industriale dei liquori di Taranto. Al di là dei buoni propositi, l’imprenditore non è riuscito a rilanciare l’attività della Streglio, marchio di primaria qualità per il cioccolato. Da qui, ecco il primo fallimento.

In tale fase è comparso Antonio Costamagna, imprenditore cuneese del settore dell’elettronica e meccatronica. Anche in questo caso, l’attività non ha avuto fortuna.

Il 21 maggio 2013 il tribunale di Pinerolo ha dichiarato il secondo fallimento, per un passivo di 7,5 milioni: 52 dipendenti sono rimasti senza lavoro.

Dal 25 ottobre la Streglio appartiene all’imprenditore Luigi Gatta. L’impresa è stata ridimensionata 8 dipendenti. Il futuro del marchio è, però, ancora incerto.