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Casa all'asta, occhio alle spese condominiali arretrate


Il nuovo acquirente rischia di dover pagare le spese pregresse

Mettiamo che stiate cercando casa e che l’appartamento di quel bel condominio davanti al quale passate tutti i giorni andando al lavoro sia finito all’asta e mettiamo caso che il prezzo, come spesso capita quando si tratta di una vendita esecutiva, sia allettante. La voglia di provarci, di fare un’offerta seria, monta dentro di voi alla velocità della luce. Tuttavia, trattandosi di proprietà inserita in un condominio, è sempre bene, prima di acquistare l’immobile, prendersi un po’ di tempo per fare totale chiarezza sulla sorte delle spese condominiali arretrate, quelle, per intenderci, non corrisposte dal precedente proprietario oggetto del pignoramento. Si sa, infatti, che le aste giudiziarie possono garantire ottimi affari immobiliari ai compratori, tuttavia, è bene che chi compra faccia tutte le verifiche del caso al fine di evitare brutte sorprese. Tra queste, va annoverata proprio quella relativa alle possibili spese condominiali arretrate.

Attenzione alle 'zavorre legali' o economiche

Quindi, quando si acquista all'asta un immobile in un condominio è sempre meglio, anzi, necessario, accertare se lo stesso immobile sia gravato o meno da spese condominiali arretrate, ed in caso affermativo, è bene stabilirne, con esattezza, l'entità. Non è raro, infatti, che gli immobili sottoposti a pignoramento immobiliare siano gravati da spese condominiali pregresse e magari anche salate. Solitamente, a dire il vero, un immobile acquistato all'asta non dovrebbe avere particolari ‘zavorre’ legali o economiche tanto più che, in caso di proprietà inserita in un condominio, spetterebbe all'amministratore di condominio, in qualità di creditore, tentare di recuperarle presentando istanza di ammissione al passivo e quindi rivolgendosi direttamente alla procedura fallimentare e al curatore (sempre che ci siano soldi in cassa però).

L'amministratore di condominio può rifarsi sul nuovo proprietario?

E qui sorge un’altra domanda. Una volta che abbiamo acquistato quell’appartamento all’asta giudiziaria, l'amministratore di condominio può richiedere a noi, nuovi proprietari, le spese condominiali pregresse? Ebbene sì, perché la vendita all’asta ‘libera’ l’immobile da pignoramenti ed eventuali ipoteche, ma non da spese e contributi condominiali accumulatisi di mese in mese. Occhio, dunque, prima di acquistare un appartamento o una proprietà condominiale, è sempre opportuno controllarne anche la "carta d'identità economica".