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Spagna: ritorna l’incubo del crack immobiliare


Nella penisola Iberica si torna a parlare di nuovo di pesanti fallimenti immobiliari. Vittima della crisi questa volta è Sacresa, azienda leader nel settore immobiliare, in particolare nella zona della Catalogna.

La società infatti ha un passivo di 1,8 miliardi e non riesce a far fronte ai propri debiti. Questo è il terzo crack immobiliare spagnolo degli ultimi tempi: dopo Martinsa e Habitat, anche questi grandi nomi del settore. L’origine della crisi per la società catalana affonda le radici nella bolla immobiliare, scoppiata tra il 2006 e il 2008. Proprio in quel periodo Sacresa aveva investito molti sforzi, e denaro, nell’acquisto dell’allora marchio numero uno del settore immobiliare, la società Metrovacesa. L’operazione aveva causato alla famiglia Sanahuja, che controlla la quota maggiore del gruppo immobiliare, un debito di 5 miliardi di lire. In breve tempo Sacresa si era trovata costretta a cedere la ditta acquisita ad un pool di banche.

La situazione era peggiorata drasticamente negli ultimi mesi, tanto che la società aveva cercato di far fronte al pericolo di fallimento trovando un accordo con 15 banche creditrici per dilazionare il debito.

Secondo gli esperti le prospettive non sono rosee e gli effetti della crisi si vedranno ancora per due o tre anni. Anche perché i dati sullo sviluppo del settore immobiliare in Spagna continuano a non essere affatto confortanti: nel 2010 si registra una tendenza alla riduzione di case nuove e in costruzione: si parla di appena 31000 unità nel primo trimestre dell’anno, contro i 900 mila degli anni del boom economico. Aumenta di conseguenza prepotentemente anche il numero delle case invendute.