Crisi Aziendali

Imprese, rinviato a maggio 2022 il Codice della crisi


Sono in arrivo novità per la legge sul fallimento impresa. Per prima cosa è previsto uno slittamento a maggio del 2022 per l'entrata in vigore del Codice della Crisi. Infatti, durante la riunione del consiglio dei ministri del 6 agosto scorso è stato approvato il decreto legge che rinvia al 15 maggio 2022 l'entrata in vigore del suddetto Codice. Inoltre, sempre in base al decreto legge del 6 agosto, gli strumenti di allerta verranno differiti al 2024. Infine il provvedimento stabilisce che da novembre 2021 si possa ricorrere all'istituto della composizione negoziata in casi di fallimento dell'impresa. Quest'ultima avrà come referente pubblico principale la Camera di Commercio presso la quale l'azienda è registrata.

I punti di forza del Codice: gli Strumenti d'allerta

Uno dei punti di forza del Codice della crisi sono gli strumenti di allerta. Come abbiamo già detto questi subiranno un ulteriore slittamento, e la loro entrata in vigore è prevista per il 15 novembre di questo anno. Questi strumenti hanno come obbiettivo quello di prevenire le crisi aziendali e di aiutare il mondo imprenditoriale a superare tali crisi nella maniera più agevole e migliore possibile. In questo modo si viene a creare un sistema di allerta che prevede obblighi e strumenti innovativi. Il sistema di allerta, inoltre, si prefigge di coinvolgere essenzialmente tre categorie: Imprenditori, Professionisti ed Enti Pubblici. Questi soggetti saranno chiamati a monitorare la salute economica delle aziende.

Il sistema di allerta, dunque, ha come scopo principale quello di salvaguardare l'occupazione e mantenere il valore dell'azienda. In questa maniera s'intende evitare lo stato d'insolvenza ed evitare il fallimento impresa. Tra i vari strumenti d'allerta possiamo evidenziare alcuni indici o indicatori dello stato di crisi di una impresa. Questi, una volta applicati ai bilanci, segnaleranno tempestivamente situazioni economiche o finanziarie di difficoltà. Inoltre il sistema prevede l'ampliamento dell'obbligo di nomina degli organi di controllo anche a tipologie d'impresa che, fino a ora, ne erano esonerate. Infine vengono stabiliti nuovi obblighi organizzativi. Questi riguardano principalmente il titolare dell'impresa. Per ultimo, il decreto legge del 6 agosto, sopprime l'OCRI (Organismo di Composizione della Crisi d'Impresa).

La soppressione dell'OCRI e la Composizione negoziata

Il decreto legge del 6 agosto 2020 sopprime, dunque, l'OCRI. Questo era presente in ogni Camera di Commercio e funzionava come strumento di prevenzione in caso di fallimento impresa. A partire dal prossimo novembre, questo organismo verrà sostituito dall'entrata in vigore della composizione negoziata per la risoluzione della crisi d'impresa. Il principale Ente Pubblico di riferimento, in questo caso, sarà la Camera di Commercio presso i cui registri l'impresa sia registrata. L'iniziativa intende porre nelle mani dell'imprenditore in difficoltà, un valido strumento. Questi, previa presentazione di una domanda su apposita piattaforma telematica, usufruirà dell'aiuto di un esperto professionista per il risanamento finanziario della propria azienda. In questa maniera si possono incentivare le potenzialità delle imprese in crisi.

Per accedere alla composizione assistita, inoltre, non vengono stabiliti requisiti dimensionali. Infatti questo strumento è pensato per essere utilizzato da tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal tipo di attività. Ecco dunque che anche le società agricole potranno accedere tranquillamente a questo strumento. L'esperto che aiuterà l'imprenditore in difficoltà, sarà nominato da un commissione presente in ogni Camera di commercio. La commissione attingerà i nominativi dei professionisti da un apposito elenco. A questo elenco potranno iscriversi solo coloro che sono in possesso di specifici requisiti di formazione. Su tali requisiti si sta aspettando un apposito decreto del Ministero della Giustizia. Il decreto dovrebbe essere emesso in un arco temporale di circa trenta giorni.

L'elenco degli esperti

Istituito presso ogni Camera di Commercio, l'elenco degli esperti per la composizione negoziata della crisi d'impresa, sarà costituito da iscritti agli albi degli esperti contabili, dei commercialisti e degli avvocati. L'iscrizione ai rispettivi albi deve essere avvenuta da almeno cinque anni. Inoltre i professionisti dovranno dimostrare, documentandole, precedenti esperienze sia nella ristrutturazione dei debiti aziendali, nella risoluzione di situazioni di crisi d'impresa e dei risanamenti aziendali. Inoltre gli esperti dovranno essere in possesso di quei requisiti formativi che, come già detto, saranno stabiliti dal Ministero della Giustizia con apposito decreto dirigenziale. In base a questi requisiti formativi, infine, potranno far parte di questo elenco, anche i consulenti del lavoro che siano iscritti al proprio albo da almeno cinque anni.

Inoltre i consulenti del lavoro dovranno documentare la loro partecipazione, in almeno tre casi, alla presentazione di concordati con continuità aziendale omologati, alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti e di aver concluso accordi sottostanti a piani attestati. Infine con le stesse condizioni possono essere presenti, nell'elenco degli esperti, coloro i quali, pur non essendo iscritti a nessun albo professionale, possono comunque documentare di aver svolto funzioni amministrative, di controllo o di direzione, in aziende che sono state toccate da operazioni di ristrutturazione concluse con piani di risanamento. In conclusione queste figure professionali devono documentare una loro partecipazione attiva ai piani di salvataggio che siano terminati senza il fallimento impresa.

Le novità della Legge Fallimentare

Oltre alla innovativa e significativa introduzione della composizione negoziata, il decreto del 6 agosto aggiunge altre e nuove disposizioni. Queste dispiegheranno la loro efficacia soprattutto nelle attività di risanamento e ristrutturazione delle aziende indebitate. Con questi interventi, i legislatori hanno affrontato tematiche quali: gli accordi di ristrutturazione agevolati, accordi di ristrutturazione a efficacia estesa, le convenzioni di moratoria. Inoltre si è voluto disciplinare gli effetti degli accordi di ristrutturazione per soci illimitatamente responsabili e coobbligati. Queste e altre nuove disposizioni sono inserite nell'Art. 20 del decreto in oggetto. Quest'ultimo, in conclusione, introduce anche interventi chiarificatori di alcune modifiche della Legge Fallimentare. Ad esempio quelle sulle transazioni fiscali. È prevedibile che queste modifiche della Legge Fallimentare entrino in vigore a novembre del 2021.

Nuove prospettive per la gestione del fallimento impresa

Considerando che il periodo di crisi sanitaria globale era, forse, il meno indicato per varare nuove procedure, tuttavia la revisione del Codice della crisi sembra portare nuovi sviluppi nel processo di cambiamento che interessa, da alcuni anni ormai, gli strumenti a disposizione di manager, consulenti e imprenditori per risolvere le crisi aziendali e le loro insolvenze. In conclusione si spera che queste riforme forniscano strumenti efficaci in grado di salvare imprese, aziende e comparti produttivi e con essi anche opportunità e posti di lavoro. Tuttavia bisognerà attendere ancora qualche tempo per vedere la reale efficacia dei provvedimenti adottati. Ricordiamo, infatti, che l'entrata in vigore del Codice della crisi e dell'insolvenza è previsto per maggio 2022.