Amministrazione Straordinaria

Raviplast, soci-operai più forti del Covid: si comprano anche la sede


Dopo l'azienda, che unendosi in cooperativa hanno rilevato e contribuito a mantenere in attività, ora gli operai della Raviplast, anzi meglio chiamarli per quello che sono, ossia i 24 soci della coop nata a Ravenna sulle ceneri dell'ex Pansac, hanno coniato il loro sogno divenendo proprietari anche dell'intero stabilimento affacciato sulla darsena, nel quale si producono imballaggi flessibili con plastica 'seconda vita'. Ed è una second life anche quella che stanno vivendo gli ex dipendenti, ora comproprietari di sede e azienda. Una bella storia di “workers buyout" portata totalmente a compimento dai soci-lavoratori, peraltro in piena pandemia. Più forti anche della crisi che nel 2013 li lasciò in bilico per mesi, senza più futuro e lavoro, quei 24 operai hanno saputo rialzarsi, dapprima creando la loro cooperativa per continuare a produrre poi, finalmente, dopo più di due anni, formalizzando il 27 maggio l’atto di acquisto dello storico stabilimento industriale. Finora Raviplast era in affitto dall'Amministrazione Straordinaria della precedente proprietà. Fondata sei anni fa a seguito alla cessazione delle attività del Gruppo Pansac, oggi la cooperativa – associata unitariamente a Legacoop, Confcooperative e AGCI – fattura circa sei milioni di euro e dà lavoro a 29 persone, di cui, appunto, 24 soci. L’area totale acquisita è di poco più di quattro ettari. Ne fanno parte la superficie in cui si trovano gli impianti e tre lotti a destinazione non industriale: la ex villa del Direttore dello Stabilimento, un parcheggio e una palazzina. Tutta la parte non destinata a scopi produttivi, circa un quarto del totale, sarà ceduta ad acquirenti che si sono già impegnati formalmente all’acquisto. Le trattative andavano avanti dal 2017. La svolta è arrivata nell'estate del 2019, con l’approvazione dell’offerta di Raviplast da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Il periodo successivo, al netto della crisi Covid, è stato necessario per le certificazioni di conformità in vista del rogito. "Abbiamo raggiunto un obiettivo che solo pochi anni fa era insperato. È una grande soddisfazione e un auspicio per una ripresa rapida, specie in un momento difficile per tutto il Paese come questo", dicono il presidente di Raviplast, Alessandro Micelli, e l’Amministratore Delegato, Carlo Occhiali, 'padre' di questa rinascita dato che negli anni difficilissimi post Pansac altro non era che il consulente di Legacoop impegnato in un'impresa oggi divenuta realtà. "Il nostro ringraziamento va a tutta la Città - commentano in coro - questo risultato non sarebbe stato possibile senza il sostegno delle amministrazioni comunali di Ravenna, che in tutti questi anni si sono impegnate per mantenere i vincoli di destinazione produttiva sull’area, e delle Centrali Cooperative, che ci hanno supportato concretamente fin dall’inizio dell’attività". Ora la coop può guardare ancora più serenamente al futuro e investire in innovazione: "Abbiamo conseguito la certificazione del nostro prodotto secondo gli standard della 'Plastica seconda vita' - spiega l'Ad Occhiali al Corriere di Romagna - e questo è un ottimo risultato sia per la mission della nostra azienda, sia perché si tratta di un ritrovato merceologico che non soffrirà della plastic tax quando verrà applicata nel 2021".


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