Revocatoria Fallimentare

Quando un terzo può evitare la revoca del fallimento


La revocatoria fallimentare parte 4


Potrebbe anche capitare che il terzo eviti la revoca se riesce a provare che non conosceva lo stato d'insolvenza del debitore fallito. Ciò accade nel caso di: atti che possono essere revocati dal curatore solo se riesce a provare che il terzo era a conoscenza dello stato d'insolvenza compiuti nei sei mesi precedenti alla dichiarazione di fallimento; i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili; atti costituenti un diritto di prelazione, anche per debiti di terzi e per debiti contestualmente creati; tutti gli altri atti a titolo oneroso.

Nell’ultimo caso, una volta citato il curatore, questi non dovrà provare esclusivamente la semplice esistenza delle condizioni previste dalla legge, come avevamo già visto nelle altre ipotesi, ma dovrà riuscire a provare la conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo se vuole che il tribunale possa emettere la sentenza di revoca.
Va detto che la prova che dovrà essere fornita dal curatore, in questo caso, difficilmente potrà essere quella diretta, come una prova documentale o costituenda. E’, infatti, più facile che si tratti di una prova indiretta, ovvero quella che si può ottenere a seguito di una presunzione ex art. 2729 c.c.
In ogni caso un tale maggiore rigore, sarebbe dovuto al fatto che questi atti sono considerati normali nell’esercizio dell'attività commerciale e, quindi, non necessariamente compiuti in stato d'insolvenza.

 

(Segue)

Parte 3