Crisi Aziendali

PMI: com'è la situzione in Italia a più di un anno dall'inizio della pandemia?


L' emergenza Covid-19 ha costituito una sfida all'economia italiana. Le PMI sono tra le aziende che avrebbero potuto rischiare di più. Eppure la maggior parte di loro ha accettato di sfatare un falso mito che le considera poco digitalizzate. Per garantire la sicurezza dei propri clienti e aumentare il proprio giro d'affari nello stesso tempo, le piccole e medie imprese hanno cominciato ad affidarsi all'e-commerce e ai servizi finanziari digitali. Alcuni settori hanno accettato queste nuove sfide con più entusiasmo rispetto agli altri. In questo articolo, si esamina la loro situazione dal 2019 a oggi. In base ai dati raccolti soprattutto da Salesforce Italia e Qonto, sarà possibile delineare gli scenari futuri.

Anni 2019 e 2020

Delineiamo la situazione delle PMI italiane prima dell'inizio della pandemia da Coronavirus. Nel 2019, le PMI con un giro d'affari al di sotto dei 50 milioni di euro sono 5,3 milioni e costituiscono il 92% delle imprese attive a livello nazionale. L'82% dei lavoratori, ovvero 15 milioni, vi trovano occupazione. I settori in cui le PMI sono maggiormente presenti sono quello edilizio, quello agricolo e quello dei servizi. Il loro fatturato complessivo ammonta a oltre 2 milioni di euro. Tuttavia, l'EY Index documenta la loro scarsa attitudine alla digitalizzazione. Infatti, solo il 14% di esse sfrutta le risorse e le opportunità offerte dalla Rete (fonti: Il Sole 24 Ore e Monza Brianza News).

Nel 2020, l'ufficio studi della Confederazione Generale Italiana dell'Artigianato dipinge un quadro piuttosto differente a proposito delle PMI. Queste ultime hanno perso 420 miliardi di euro di fatturato. I 29 miliardi di euro che il governo Conte ha stanziato per aiutare le aziende colpite dalla pandemia hanno coperto solo il 7% del suddetto fatturato andato in fumo. Tornando sul discorso della digitalizzazione, lo stesso rapporto della CGIA evidenzia invece un aumento del 17% del fatturato dei colossi del web, da Amazon a Netflix. Questo anche perché, a causa dei lockdown, i clienti delle piccole e medie imprese sono stati costretti a optare maggiormente per gli acquisti online (fonte: La Repubblica).

Il primo semestre del 2021

Nel 2021, Salesforce Italia ha intervistato un campione rappresentativo delle PMI tuttora operative in Italia. Il 65% di esse considerano le norme governative relative ai lockdown e alle restrizioni in genere come le principali minacce alla loro solvibilità. Il restante 59% percepisce come un onere eccessivo la necessità di implementare le procedure di gestione dell'impatto della crisi post-pandemia. Per continuare a soddisfare le esigenze dei propri clienti, il 24% delle piccole e medie imprese intervistate da Salesforce, soprattutto quelle operanti nei settori della produzione, della tecnologia e dei beni di consumo, ha deliberato di adottare dei sistemi CRM per la gestione della relazione con i clienti stessi (fonte: Salesforce Italia).

Il report dell'Osservatorio Qonto conferma il trend delle PMI che si appoggiano sempre di più sul digitale. Il 44% delle imprese oggetto dell'intervista di Qonto afferma che il loro processo di digitalizzazione ha conosciuto un periodo di accelerazione. Il 70% del campione degli intervistati afferma che gli imprenditori o gli amministratori delegati hanno pianificato di introdurre ulteriori soluzioni per digitalizzare ancor più le imprese di cui sono alla guida. Questo perché l'online risulta essere come l'unica strada percorribile per scongiurare la perdita di produttività e quella di ricavi. Gli strumenti digitali maggiormente utilizzati sono quelli relativi ai servizi finanziari, seguiti da quelli dedicati ai servizi di videoconferenza (fonte: Fortune Italia).

Le sfide affrontate ieri e oggi

Stando a Salesforce Italia, le PMI, prima della pandemia, avevano tre sfide da fronteggiare. La prima riguardava l'accesso al capitale di rischio. La seconda la soddisfazione delle aspettative dei propri clienti. La terza l'assunzione dei migliori talenti presenti sul mercato. Dopo la diffusione del COVID-19 a livello nazionale e internazionale, non ci si è più concentrati molto sull'assunzione di nuovi dipendenti. La terza sfida, adesso, consiste nel mantenere un alto livello di ottimismo e di motivazione tra i dipendenti già assunti. Un'ulteriore sfida consiste nel mantenere una visione lungimirante. Il 22% delle PMI intervistate da Salesforce Italia si è dichiarata determinata a superare entrambe queste sfide con successo (fonte: Salesforce Italia).

In base al report dell'Osservatorio Qonto, il 41% delle PMI intervistate da questo ente ha aperto un conto business online. Il 36% ha incoraggiato le transazioni online. Il 28% ha preferito che i clienti pagassero con la carta rispetto ai contanti. Il 13% ha incoraggiato l'utilizzo delle carte virtuali. Se si parla di servizi digitali, il 34% ha scelto di usufruire dei servizi di marketing online. D'altro canto, il 28% ha aperto delle vere e proprie piattaforme di e-commerce perché i loro prodotti raggiungano quanti più clienti possibili. In poche parole, sembra che la maggior parte delle piccole e medie imprese abbia scelto di fare affidamento agli strumenti digitali (fonte: Fortune Italia).

Il futuro

Le PMI operanti nei settori edilizio, immobiliare e della ristorazione risultano essere ancora quelle con un livello di digitalizzazione ancora basso rispetto alle altre. Tuttavia, Qonto riporta anche la loro intenzione di prendere in considerazione un maggiore utilizzo delle risorse digitali per incrementare il proprio profitto complessivo. Le piccole e medie imprese di più recente formazione e che non hanno ancora celebrato il primo anno di attività si dichiarano particolarmente aperte alla digital transformation. Il dato che però sorprende di più è che gli imprenditori a capo delle neonate PMI sono perlopiù over 40 e over 50, mentre i giovani laureati e gli over 30 costituiscono la minoranza (fonte: Fortune Italia).

Le PMI italiane: conclusioni

Confindustria prevede che il Pil dell'Italia aumenterà del +4,1% nel 2021 e del 4,2% nel 2022. In base allo stesso report, l'export aumenterà dell'11% quest'anno e del 7% l'anno prossimo. In ogni caso, sembra che l'economia italiana inizierà a risollevarsi solamente a fine 2022 (fonte: Corriere della Sera). Qualunque previsione è condizionata dalla campagna vaccinale in corso. E da qui al 2022 potrebbero avvenire ulteriori eventi inaspettati. Ma una cosa è possibile dare per certa. Le PMI potrebbero uscire dalla crisi più forti di prima. Specie se terranno fede al proposito di digitalizzarsi. E se manterranno il loro ottimismo e la loro lungimiranza. Il falso mito che le ha penalizzate sembra appartenere definitivamente al passato.

Fonte immagine: Lavoro e Diritti


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