Pignoramenti

Pignoramento da 77 milioni di euro ad Atac


L'Atac romana, come ricordate, aveva già un debito pari a 1,7 miliardi di euro ed ora coinvolta dal pignoramento notificato ad Atac relativo a un contenzioso attivato da Roma Tpl, il consorzio di imprese che vinto l'appalto delle linee periferiche della città, per il servizio reso dal Consorzio di trasporti nel periodo 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2010. L’esecutività di tale atto mette a rischio la continuità aziendale di Atac e di conseguenza la mobilità pubblica nella Capitale.

Marino conferma l'allarme previsto da Repubblica

"C'è un rischio concreto di blocco dei bus a Roma". Il sindaco Ignazio Marino ha ribadito l'allarme lanciato da Repubblica: a causa del pignoramento di 77 milioni di euro ad Atac per un contenzioso con Roma Tpl, potrebbe accadere che i milleseicento mezzi pubblici in servizio nella capitale potrebbero essere destinati a stare fermi a causa della mancanza del carburante. La notizia ha fatto subito il giro del pianeta, non sono solo i romani, infatti ad essere arrabbiati, ma anche i turisti a piedi.
Nel tardo pomeriggio di oggi, però, il pericolo dovrebbe essere stato messo da parte. L'atac avrebbe trovato un accordo sul tardi con un fornitore di gasolio che avrebbe garantito l'approvigionamento di carburante entro fine mese.

L'indisponibilità dei fornitori a proseguire con gli approvigionamenti

La situazione è divenuta allarmante ieri sera, quando alcuni dei maggiori fornitori della società hanno comunicato ufficialmente di non essere disposti a garantire l'approvvigionamento in mancanza di garanzie certe. Non si sarebbe, dunque, fatto più credito.
Possiamo dire che è già una settimana che i conti correnti di Atac sono bloccati: sottoposti al maxi-pignoramento da 77 milioni promosso da Roma Tpl, il consorzio che per conto di Via Prenestina gestisce alcune linee periferiche, successivamente ad un lodo arbitrale che nel 2009 gli riconobbe una serie di pretese economiche. "E con i conti correnti bloccati, non possiamo procedere a nessun acquisto", spiegano i dipendenti che non nascondono le loro preoccupazioni. A partire dal gasolio, appunto, le cui riserve sono ormai azzerate. Un'emergenza che non sembrerebbe essere unica, ma che potrebbe innescare quel che ora si teme di più, ovvero l'effetto valanga: i debiti accumulati da Atac verso i fornitori vanno oltre i 400 milioni, se tutti insieme  -  preoccupati per le sorti dell'azienda  -  dovessere rientrare nei rispettivi crediti, si decreterebbe la fine della società del trasporto pubblico capitolina.

Marino è in cerca di una soluzione che possa salvare l'Atac

Ecco perché l'amministrazione Marino sta cercando di porre rimedio alla situazione, quantomeno per quanto riguarda il profilo finanziario almeno sino al 25 novembre, quando avverrà l'udienza di opposizione al pignoramento. Una procedura complicata, che ha dei tempi e dei passaggi abbastanza definiti: sarebbe del tutto inutile, però, spendere troppo tempo. Si sta, dunque, correndo sotto il tempo: si attendono i risultati della seduta straordinaria della giunta, per approvare la delibera dell'assessore Scozzese con le quale l'amministrazione ha anche individuato i beni da pignorare con cui sbloccare i conti dell'Atac.

"Se tutto andrà bene, nell'arco di un paio di giorni potremo sospirare allo scampato pericolo", incrociano le dita in Comune. "Ma certo, la situazione resta grave", si aggiunge. Questa è l'aria che si respira da qualche tempo giorno in Campidoglio. Tanto da sollecitare il presidente dell'assemblea, Mirko Coratti, ad indire una conferenza dei capigruppo l'audizione del sindaco Marino e dell'assessore Improta sulla vertenza Atac-Roma Tpl. Una richiesta a cui hanno aderito tutti i partiti e subito girata ai diretti interessati.
"A fronte di una situazione preoccupante che mette a rischio l'attività della più importante azienda di servizio pubblico locale", ha detto Coratti, "è necessario informare tutti i consiglieri e con essi i cittadini, illustrando anche le iniziative che l'amministrazione intende porre in essere per far fronte a quella che sembra profilarsi come una vera emergenza per il trasporto pubblico". Una domanda legittima secondo Marino che però, a Milano con il presidente dell'Anci, si farà rappresentare dall'assessore Improta: "Trovo che sia molto appropriato che ci sia una condivisione con l'assemblea della documentazione che ho portato al procuratore della Repubblica", ha spiegato. "Ci sono degli elementi di preoccupazione che trovo giusto partecipare a tutte le forze politiche".