Crisi Aziendali

Pernigotti, in 15 tornano al lavoro ma restano le nubi


C'è l'interesse di un'azienda dolciaria inglese con base a Rimini, ma la proprietà turca dello storico stabilimento piemontese non ne vuole sapere di cedere un glorioso marchio del made in Italy

Il momento 'no' del cioccolato piemontese prosegue. Dopo il fallimento della storica Peyrano, restano agitate le acque in casa Pernigotti. Lunedì scorso 15 dei 92 lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure sono tornati al lavoro per occuparsi delle manutenzioni sui macchinari fermi da mesi. La produzione, infatti, riprenderà anche se in forma ridotta. L’obiettivo è produrre una partita di cremini. Il futuro, tuttavia, è alquanto incerto come sottolinea, in una nota, Marco Malpassi, sindacalista della Flai Cgil: "Gli operai resteranno al lavoro per circa tre settimane per questa coda di produzione richiesta dall’azienda, nei prossimi giorni incontreremo i legali della Pernigotti per fare il punto della situazione anche perché ci sarebbe un possibile acquirente". La proprietà turca, tuttavia, non ne vuole sapere di cedere il marchio nonostante le difficoltà finanziarie. A mettere gli occhi sullo stabilimento piemontese sarebbe stata, nei giorni scorsi, un’azienda inglese, la Optima Mec3, leader nella produzione di gelati e basi per dolci, che in Italia ha sede in provincia di Rimini e che lo scorso anno ha acquisito la Giuso Guido Spa di Bistagno, nell’Acquese. Gli inglesi punterebbero al marchio e a far ripartire lo stabilimento. I turchi, come detto, aprono a trattative solo per la seconda opzione, ossia cedere gli impianti ma non il brand.