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Perini: fallimento confermato. Cosa succederà ora?


Il Perini fallimento è stato ufficialmente dichiarato il 3 febbraio 2021 dal Tribunale fallimentare di Lucca, così come riportato da "Il Messaggero Motori" (fonte: Scicchitano Studio Legale). Tuttavia, le ultime notizie al riguardo non fanno ben sperare in un cambiamento in positivo. Infatti, è di qualche giorno fa la notizia secondo cui il suddetto fallimento è stato confermato dalla Corte di Appello di Firenze (fonte: Press Mare). Prima di individuare i suoi possibili scenari futuri dopo l'emanazione di questa sentenza che sembra chiudere una faccenda lunga e travagliata, è necessario conoscere i fattori che hanno portato la Perini al successo e che cosa ha esattamente causato il suo fallimento recente.

Identikit dell'azienda

Fabio Perini ha fondato la compagnia nel 1983, a Viareggio, Toscana. La sua idea era quella di proporre un modello di yacht con un ampio spazio living e una crew ridotta. Il progetto ha avuto successo, e Perini ha acquisito i Cantieri Picchiotti a La Spezia e il cantiere di Yildiz a Tuzla, Instabul. Nel maggio del 2017, è entrato in scena un nuovo investitore, la Fenix Srl, riconducibile alla famiglia Tabacchi (ex Salmoiraghi & Viganò), così come confermato da un articolo della Pambianco Network dell'anno successivo. Gli yacht a motore, costruiti sotto l'egida di Picchiotti, adesso hanno cominciato a portare il logo della Perini Navi (fonte: sito della Perini Navi).

Gli yacht della Perini venivano adesso costruiti a Viareggio, a La Spezia e a Tuzla. Il servizio charter per gli stessi yacht aveva sede a Newport, Rhode Island, sotto la sigla Perini Navi USA. Dal 2004 al 2018 è stata istituita la Perini Navi Cup, una competizione che si teneva nelle acque del Mar Mediterraneo (fonte: sito della Perini Navi). Tra le notizie riportate ufficialmente dalla compagnia, ci sono anche quelle pertinenti al Perini fallimento, ma in precedenza ci sono stati dei segnali con un articolo datato 8 maggio 2020, dove si annunciava il rimando della Perini Navi Cup all'anno successivo, e la causa era stata dichiarata essere il Covid-19.

Si spengono i motori

Il Perini fallimento ha conosciuto le sue prime avvisaglie nel 2020, ma i dipendenti della compagnia sono stati ufficialmente invitati a sbarcare a terra in via definitiva il 29 gennaio dell'anno seguente, a causa dei fallimenti contratti che aumentavano sempre di più. Infatti, già nel 2019, si registrava una perdita di profitti che ammontavano a 37,6 milioni di euro, anche se il Tribunale ha certificato una somma complessiva di 80,9 milioni di euro. E nei primi mesi del 2020, sono andati in fumo altri 5,3 milioni di profitto. Il Coronavirus ha dunque assestato un colpo di grazia a delle finanze già dissestate: i debiti ammontano a 100 milioni di euro.

Sono stati effettuati dei tentativi di salvataggio, anche da parte della famiglia Tabacchi nella persona dell'azionista Edoardo Tabacchi, oltre che dell'amministratore delegato Lamberto Tacoli. Ma la Perini Navi non è risultata in grado di presentare un piano di ristrutturazione dei suoi debiti. Il Giudice Delegato Dott. Carmine Capozzi del Tribunale fallimentare di Lucca ha nominato come curatore fallimentare il Rag. Franco della Santa, perché potesse fare il possibile per ripianare gli stessi debiti. Ciononostante, è stato permesso alla Perini Navi di continuare la propria attività in modo provvisorio perché la sua posizione nei confronti dei creditori non si aggravasse (fonti: Il Sole 24 Ore - Toscana e il Portale dei creditori).

La situazione febbraio-maggio 2021

Ai primi di febbraio, Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group, e Massimo Perrotti, Executive Chairman di Sanlorenzo Yacht, hanno annunciato la loro corsa per aggiudicarsi l'ormai fallita Perini Navi. Il loro piano prevedeva di ottenere l'affitto del ramo aziendale, prima di acquistare la società e i suoi marchi. Sanlorenzo ha dimostrato interesse per il marchio e per lo stabilimento di Viareggio; Ferretti lo ha dimostrato per il sito produttivo di La Spezia (fonti: Pambianco Network e Il Messaggero). Quanto al cantiere di Yildiz, non più considerato strategico dal managemente dell'azienda, il curatore fallimentare sta esaminando le offerte di acquisto, per un controvalore di 13,5 milioni di euro (fonte: La Nazione).

Le notizie relative al Perini fallimento continuano a marzo, quando la famiglia Tabacchi ha presentato il suo ricordo contro il suddetto presso il Tribunale di Lucca. Nel frattempo, altre società si sono dimostrate interessate alll'acquisto del marchio: l'Italian Sea Group e la Palumbo Superyatchs (fonte: Pambianco Network). A fine aprile, si è appreso che la Fenix Srl, nel frattempo, ha sottoscritto un cosiddetto term sheet con la Clessidra Restructuring Fund, l'Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt., come ulteriore misura di salvataggio della Perini (fonte: Be Beez). Ma il giorno 30, Il Tirreno ha annunciato che la Corte d'Appello di Firenze ha respinto il reclamo della stessa Fenix.

I dipendenti dell'ex azienda

Già a gennaio, i sindacati, soprattutto la Fiom-Cgil e la Rappresentanza Sindacale Unitaria della Perini Navi, ha espresso preoccupazione per le sorti dei lavoratori della compagnia che avevano perduto il loro impiego, oltre che delle loro famiglie la cui sussistenza dipendeva da loro (fonte: Il Sole 24 Ore - Toscana). Ma già verso la fine del 2020 si era prospettato un piano di ristrutturazione aziendale che prevedeva il licenziamento di 30 unità, dopo che altre 30 erano state mandate a casa il maggio precedente. La forza lavoro totale complessiva che la Perini Navi riteneva necessaria mantenere per continuare la propria attività veniva costituita così da 75 dipendenti, invece degli originali 150 (fonte: La Nazione).

Perini fallimento: e adesso?

Il Portale dei creditori riporta la notizia di una udienza dei creditori della Perini Navi S.p.A. per esame stato passivo da tenersi il 22 giugno 2021, alle 09:20, presso il Tribunale di Lucca - Ufficio Giudici (fonte: Portale dei creditori). Da qui in poi non risultano esserci ulteriori novità, a eccezione delle dichiarazioni della Fiom Cgil Toscana nella persona del segretario generale Massimo Braccini, il quale insiste sulla necessità di far ripartire le produzioni della Perini Navi, in quanto esso è ormai diventato un marchio famoso a livello mondiale, e pertanto gli eventuali profitti, ora che le restrizioni vigenti si stanno allentando, potrebbero anche restituire l'impiego perduto agli ex dipendenti (fonte: gonews.it).


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