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Torino, la storica pasticceria Pfatisch all'asta


Tra meno di un anno avrebbe tagliato il traguardo del secolo di attività sotto le insegne della famiglia Ferraris, tre generazioni di imprenditori che, con il capostipide Carlo e il maestro pasticcere Gustavo Pfatisch avevano dato vita allo storico marchio Pfatisch, mitica pasticceria torinese di via Sacchi 42. Complice però la crisi dei consumi, prima causa della desertificazione del centro storico, il celebre caffè, già a partire dal 2015 ha faticato a reggere il passo. E così, nonostante gli sforzi della famiglia, nel maggio scorso si è arrivati al fallimento giudiziale. Come racconta il quotidiano La Stampa, il 6 marzo prossimo quegli storici locali finiranno all'asta. Le offerte partiranno da 100mila euro. "Torino è diventata triste, non è più una città in cui è possibile tenere aperta un’attività a conduzione familiare - è il commento amaro dei Ferraris rilasciato alla testata piemontese - ci abbiamo provato, anche tentando di vendere il marchio quando le cose si erano fatte difficili, ma i tempi sono tristemente cambiati". Inutili gli appelli anche alle istituzioni e a potenziali investitori, nessuno si è mosso per tutelare una delle 240 attività che compongono l’Associazione Locali Storici d’Italia. Una pasticceria frequentata in questo lungo secolo dal principe Umberto e la principessa Iolanda di Savoia, Cesare Pavese, Primo Levi, Natalia Ginzburg, Indro Montanelli e Mario Soldati, un laboratorio del gusto dove sono nati il famoso Festivo, la celebre meringata al cioccolato, le torte gastronomiche di canapéés e dove ancora si potevano assaporare i marroni della Val di Susa sbucciati a mano. Quei locali hanno ispirato anche il piccolo e grande schermo venendo immortalati dalle macchine da presa delle fiction Il Grande Torino e Provaci ancora Prof e divenendo il set per il film 'Lazzaro Felice', vincitore per la sceneggiatura a Cannes nel 2018.


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