Pignoramenti

Operatività anagrafe tributaria


La ricerca telematica dei beni dei debitori sarebbe già possibile stando a quanto afferma un Funzionario dell’UNEP di Napoli.

Gli ufficiali giudiziari con la riforma potevano ricercare telematicamente i beni dei debitori

I beni dei debitori sarebbero stati senza alcun segreto. Tale è l'intenzione della riforma della giustizia che ha permesso, almeno stando alla littera legis, agli ufficiali giudiziari, su richiesta del creditore, di poter consultare, telematicamente, le banche dati della pubblica amministrazione (PRA, Anagrafe tributaria, Anagrafe dei conti correnti, Registri Immobiliari, ecc.) per effettuare la ricerca dei beni da sottoporre a pignoramento ed evitare eventuali possibili elusioni. Ma, come accade per ogni cosa oggigiorno, la norma – che già, di per sé, è abbastanza completa – richiede un “decreto di attuazione”. Per il quale, purtroppo, si sta ancora aspettando.
Proprio a causa di ciò, alcuni tribunali hanno cercato di aggirare il problema consentendo al creditore di agire in via diretta, superando gli ufficiali giudiziari, attraverso l'autorizzazione del Presidente del Tribunale, con una richiesta presentata direttamente ai gestori delle banche dati (Inps, Pra, Agenzia delle Entrate, ecc.). Questa è stata la chiara scelta del tribunale di Mantova. Altri invece, come quello di Novara, sono stati di avviso opposto. Ogni Tribunale sembra, dunque, voler mantenere una linea differente sul tema.

La lettera proveniente dall'Ufficio Unep di Napoli diretta al Ministero della Giustizia

Dall’Ufficio Unep di Napoli, è stata inviata una lettera dal dott. Mauro Venezia al Ministero della Giustizia. Il contenuto è abbastanza accanito. E questo per il seguente motivo – dice il funzionario – ovvero gli uffici non è vero che non hanno alcuna dotazione dei mezzi tecnici per procedere alla consultazione delle banche dati telematiche. Anzi, già fanno questa operazione dal 2006, grazie alla riforma entrata all’epoca in vigore.
Riprendendo, infatti, la lettera si legge :“(…) l’UNEP di Napoli, similmente alla maggior parte degli uffici UNEP italiani è in possesso delle strutture tecnologiche, o portali web, che consentono mediante collegamento telematico, di accedere alle banche dati da interpellare, con alti livelli di sicurezza, già garantiti dai gestori delle medesime banche dati con i sistemi attualmente in uso.
A tutt’oggi sembra che il numero delle banche dati da poter interrogare a cura degli Ufficiali Giudiziari si aggiri intorno a cento, a titolo esemplificativo si menzionano soltanto alcune:

  • Archivio dei rapporti finanziari (come l’anagrafe dei conti)
  • Pubblico registro Automobilistico ( PRA)
  • Banche dati degli enti previdenziali ( INPS)
  • Banche dati delle pubbliche amministrazioni
  • Conservatorie immobiliari

A questo punto viene da chiedersi quale sarebbe l'utilità dei decreti attuativi?

Questa è stata la domanda del dott. Venezia. Probabilmente la ragione sta nel voler regolamentare e garantire il rispetto della privacy del debitore? Ma se così fosse non si capirebbe bene perché le altre amministrazioni – i gestori delle rispettive banche dati – sarebbero esonerati da questo tipo di disciplina, potendo già (come detto) provvedere all'accesso delle suddette informazioni, su istanza del creditore e purché ci sia un'autorizzazione del Presidente del Tribunale. Se la privacy va regolamentata, allora ciò deve avere un valore erga omnes, non certo solo per gli ufficiali giudiziari.
Inoltre, il secondo problema di cui si è discusso è stato quello che concerne le competenze delle altre amministrazioni (competenze di cui, invece, gli ufficiali giudiziari sono dotati) circa le capacità di fornire le informazioni utili e necessarie, nei termini, perchè il creditore non debba andare incontro alle decadenze previste dalla legge con delle spese sicuramente maggiori, prima per il creditore stesso e poi in via del tutto ingiusta per il medesimo debitore.
L’UNEP invece effettua tale attività gratuitamente ed entro quindici giorni dalla presentazione dell'istanza.

La lettera poi prosegue così: “A ben vedere i decreti attuativi potrebbero piuttosto servire per regolamentare nuove fattispecie di accesso ai dati, da inserire nella riforma. Ma laddove esistono già le condizioni e protocolli tecnici ed il creditore ottiene l’autorizzazione ad accedere all’anagrafe tributaria, non vi è alcuna ragione di congelare la riforma.” - spiega il dottor Venezia - .

“Non è accettabile– conclude il dottore nella sua lettera indirizzata al Ministro – che gli uffici Unep italiani siano paralizzati a causa dell’inerzia del Governo nell’emanazione dei decreti attuativi. Ciò, del resto, si contrappone proprio all’uso dello strumento di urgenza del decreto legge al quale l’esecutivo è ricorso nel varare la riforma della giustizia e tamponare la grave crisi economica.”.

In poche parole, gli ufficiali giudiziari sarebbero ormai pronti ad agire, poiché sono comunque in possesso di tutti gli strumenti giuridico-professionali e le cognizioni tecniche, già da questo momento. E allora è necessario un chiarimento da parte del Ministero che dovrebbe arrivare attraverso la lettera.