Concordato Preventivo

Obbligo di Pec per concordato preventivo e procedure concorsuali


Dal 31 ottobre è stato previsto l’obbligo di utilizzare la posta certifica per le procedure concorsuali, e quindi anche per il concordato preventivo, così come disposto dal decreto sviluppo bis del 2012, conosciuto anche come decreto 179, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

L’atto è targato governo Monti ed era stato voluto dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, per rilanciare i settori più di nicchia. Secondo questo, sarebbe stato in grado di dare slancio all’economia e ammodernare le pratiche amministrative in tutti gli ambiti.

Secondo quanto previsto dal decreto, per le procedure di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta o amministrazione straordinaria, bisogna usare necessariamente la posta elettronica certificata.

Si è giunti ad attuare un principio espresso lo scorso 30 giugno, sulla base del quale, le stesse figure che si occupano delle pratiche di concordato preventivo, di fallimento, di amministrazione coatta o straordinaria avrebbero dovuto inviare ogni comunicazione tramite Pec.

Da tale data, trascorsi 3 mesi, sarebbe dovuta arrivare una conferma dell’indirizzo utilizzato come posta elettronica certificata, con l’obbligo di notificare eventuali notifiche successive e il ricorso al deposito in caso di mancata conferma della pec.

Il co. 5 dell’art. 17 prevede che “Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario straordinario entro il 30 giugno 2013 comunicano ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il loro indirizzo di posta elettronica certificata e li invitano a comunicare, entro tre mesi, l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, avvertendoli di rendere nota ogni successiva variazione e che in caso di omessa indicazione le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria.”

Possiamo dunque dire che l’obbligo di Pec è partito per tutte quelle situazioni che sono pendenti dal 19 dicembre. Ovvero, data in cui il decreto sviluppo è entrato in vigore. In tal caso, il curatore fallimentare, il commissario giudiziale o liquidatore dovrebbero aver già effettuato le dovute comunicazioni, mentre fino a oggi l’obbligo di mail ufficiale era valido solo per tutte quelle procedure non pendenti.

Anche l’istanza di rivendica o di ammissione deve avvenire con indirizzo mail certificato, che dovrà essere opportunamente segnalato al registro delle imprese, che servirà da ufficializzazione anche per gli scambi a venire.