Crisi Aziendali

Legler, la coop dei supermecati vende gli immobili


L'azienda bergamasca ha depositato domanda di concordato preventivo. Il 1 agosto delicato incontro con gli 800 soci-risparmiatori

Sarà un primo di agosto ancora più caldo per gli 800 e passa soci di Legler, la coop dei market e del tessile fondata nel 1901 a Ponte San Pietro di Bergamo che da mesi è in sofferenza per via della crisi dei consumi che ne ha minato i bilanci. Il primo agosto, nel quartier generale, i soci-risparmatori della coop che fino a pochi mesi fa gestiva 9 punti vendita alimentari e sei di abbigliamento e articoli per la casa, conosceranno nei dettagli il piano concordatario presentato dagli amministratori.  agosto, ore 20.45, a Ponte San Pietro. La Legler, nei giorni scorsi, ha infatti depositato la domanda definitiva di concordato preventivo con il piano che nei prossimi cinque anni dovrà risollevare i bilanci. Al piano economico hanno lavorato il commercialista Federico Clemente e gli avvocati Claudio Maroncelli e Dario Donadoni di Cma Legal, con la consulenza di Kpmg Advisory. Secondo i calcoli dei professionisti, gli 813 soci prestatori, che nella storica cooperativa hanno 'investito' 9 milioni di euro, recupereranno il 55% del loro credito, il massimo rispetto agli altri chirografari, cui andrà il 45%. Ma come rimettere in sesto i conti? Secondo gli esperti grazie alla vendita di tutti gli immobili di proprietà ma, ovviamente, mantenendo aperte le attività. Non sono, infatti, contemplate ulteriori chiusure dopo le due a Seriate, Cene e alle Ghiaie. I supermercati resteranno nelle attuali sedi, ma in affitto, mentre per i negozi di abbigliamento e articoli per la casa è previsto il trasloco. Così facendo, secondo le perizie, Legler garantirà al suo patrimonio un valore di 4 milioni in più — da 10 a 14 — rispetto all’ipotesi del fallimento. Al momento, per gli immobili, sarebbero già giunte diverse manifestazioni di interesse. Ma per vendere occorre il via libera di tribunale e creditori al piano concordatario.