Legge Fallimentare

Legge Fallimentare dopo la riforma: le novità più interessanti


Il 2016 è stato un anno molto complesso ed importante per la Legge Fallimentare. Riformata, modificata e, in alcuni punti, rivoluzionata, la nuova Legge Fallimentare del decreto legge “fallimenti” ha assunto una nuova veste per “stare al passo” con i tempi e con i cambiamenti del mondo dell’impresa.

Tante sono le novità apportate alla “vecchia” Legge Fallimentare: nei paragrafi che seguono analizzeremo le più importanti modifiche introdotte dal Legislatore di riforma.

La nuova Legge Fallimentare e il concordato preventivo

La nuova formulazione della Legge Fallimentare prevede importanti modifiche anche all’istituto del concordato preventivo. Oggi, la proposta di concordato preventivo liquidatorio dovrà infatti prevedere anche il pagamento di almeno il 20% dei rispettivi crediti per i creditori chirografari.

Il Legislatore della riforma ha poi eliminato la “regola del silenzio assenso” che prima era applicabile al calcolo delle maggioranze utili per l’approvazione dei piani di concordato. In particolare, dopo la riforma, i creditori che non esercitano il voto, potranno farlo nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale.

Nuova Legge Fallimentare: i piani di concordato alternativi dei creditori

Molto interessante è poi la possibilità – concessa ai creditori – di presentare propri piani di concordato alternativi e concorrenti in risposta al piano di concordato presentato dall’imprenditore.

In particolare, quei creditori che rappresentino almeno il 10% dei crediti, ben potranno presentare eventuali proposte di concordato che siano migliorative rispetto a quella presentata dall’imprenditore. La proposta di concordato è migliorativa se, ad esempio, quella presentata dal debitore non assicura il pagamento di almeno il 40% dei crediti chirografari. La percentuale scende al 30% nel caso di continuità aziendale. La proposta migliorativa deve essere poi sottoposta all’attenzione dell’assemblea dei creditori: saranno loro a decidere quale proposta tutela e realizza al meglio i loro interessi.

Nell’ambito del concordato preventivo possono poi essere anche presentate offerte per acquistare l’azienda oppure un ramo di azienda o specifici beni. In questo caso sarà il Tribunale ad esprimersi sulle offerte aprendo un procedimento competitivi su richiesta del commissario.

Infine, la Legge di riforma ha allungato i termini per l’omologazione del concordato preventivo: da 6 a 9 mesi.

La Legge Fallimentare del 2016: gli accordi di ristrutturazione del debito

La Legge di Riforma ha introdotto una nuova tipologia di ristrutturazione del debito che viene definita ad “efficacia vincolata e allargata”: tali accordi possono essere stipulati nel caso in cui la maggioranza dei crediti faccia riferimento a banche o intermediari finanziari.

In particolare, l’accordo per la ristrutturazione del debito può essere stipulato e concluso soltanto se vi aderisce il 75% dei creditori finanziari (banche e altri intermediari): tale percentuale dovrà comunque rappresentare almeno la metà dell’indebitamento.

La Legge Fallimentare dopo la riforma: la nomina dei curatori

Una delle novità più rilevanti introdotte dal Legislatore della riforma è, senza dubbio, l’istituzione di un registro nazionale in cui vengono iscritti tutti i provvedimenti di nomina dei curatori fallimentari e dei commissari e liquidatori giudiziali.

La Legge di Riforma ha inoltre eliminato tutte le norme sul conflitto di interessi e sulla sua rilevanza temporale: cancellata anche la norma che rendeva necessaria la sussistenza di una struttura organizzativa strumentale per ottenere l’incarico di curatore.

Altra importante novità riguarda la possibilità per il Giudice di valutare i risultati conseguiti dai curatori nell’espletamento della professione per assegnare loro nuovi incarichi. Nella valutazione delle capacità del curatore, il Tribunale dovrà tenere in considerazione anche il parere dei creditori.

Inoltre, chi ha ricoperto il ruolo di “commissario giudiziale” nell’ambito della stessa procedura concordataria, non potrà ovviamente essere nominato curatore fallimentare. Incompatibili con l’incarico sono anche coloro che siano stati in associazione professionale con il commissario.

Legge Fallimentare 2016: lo snellimento delle procedure

Il Legislatore della riforma si è dimostrato molto attento alle esigenze di snellimento delle procedure. Ed è proprio per velocizzare i tempi di trattazione della procedura fallimentare o di concordato che il Giudice ha l’obbligo di trattare, con priorità assoluta, le cause relative alle suddette procedure.

La Legge Fallimentare prevede altresì che l’effettiva liquidazione dell’attivo sia completata in massimo due anni: in questo modo il Legislatore ha voluto, di fatto, fissare una durata massima per i fallimenti.