Asta Giudiziaria

La Truffa delle aste giudiziarie del Tribunale di Torino


<p'> Dovrebbe essere pubblicata la sentenza del Gup Annalisa Amato nel processo, con rito abbreviato, che si sta tenendo a Marsala. Gli imputati sono il 55enne ex carabiniere Salvatore Lombardo e il fratello Giovanni Lombardo, di 48 anni. L’accusa riguarda una serie di truffe che attuate attraverso aste fittizie al Tribunale di Torino. Le vittime truffate sono ben 17, tutte convinte di poter fare affari comprando a prezzi molto bassi, dalle auto alle moto, alle barche.

<p'> Il pm Scalabrini ha chiesto la condanna di entrambi: per Salvatore di 3 anni e 8 mesi di reclusione; per Giovanni 2 anni e 8 mesi. E’ stata, inoltre, chiesta, l’assoluzione dall’imputazione di associazione per delinquere. Il procedimento ha coinvolto anche altri due marsalesi, Carlo Genna, di 54 anni, e Antonio Maniscalco, di 57, carrozziere, che sostiene di essere una vittima della truffa. Per Genna e Maniscalco è stato chiesto il rinvio a giudizio. 

<p'> La vicenda ci fa riflettere su come le aste giudiziarie siano ormai un trend affermato, durante questi anni di crisi. Vero è, che in media, falliscono due imprese alla settimana. I pignoramenti da parte di Equitalia sono praticamente la norma. Nel 2013 si contano, circa un’impresa fallita a settimana nelle grandi città. Ecco che alle aste giudiziarie ci finisce di tutto: dalle aziende, agli alberghi, alle abitazioni, alle cucine, alle attrezzature varie delle attività, animali, compressori, automezzi e automobili. Acquistare prodotti a prezzi concorrenziali non diventa difficile, anzi, lo leggiamo ogni giorno. Ecco, perché, la truffa intentata dai due fratelli Lombardo ha attecchito. Si simulava una realtà non troppo lontana dal vero. Anni di lacrime, sangue e sentenze.