Aste Immobiliari

La Transima Italiana e gli appartamenti Montelupo


Per il 31 agosto è stato previsto un secondo tentativo di vendita. Il prezzo ribassato del 25 per cento.
L'asta per la vendita dell’ex Transima italiana di Maniago ha finito per essere deserta: adesso si procede con il secondo esperimento di vendita a prezzo più basso di circa il 25 per cento.
La nuova procedura competitiva ha avuto già la sua data di fissazione: entro il 31 agosto dovranno essere presentate le offerte alla cancelleria del tribunale e il giorno successivo si andrà a procedere con l’apertura delle buste.
Il prezzo a base d’asta attualmente era pari ad un milione 672 mila euro, il nuovo è di un milione 254 mila 375 euro. E’ plausibile che il ribasso possa far sì che qualche imprenditore si presenti. Nel caso in cui ci fossero più proposte, si partirà con una vera e propria gara tra gli offerenti e si finirà, quindi, al rialzo.

Il complesso dell'azienda è attualmente operativo

Allo stato attuale, il complesso aziendale risulta del tutto operativo: è gestito, infatti, dalla Canova industries di Raffaele Canderan, zio dei precedenti titolari, che ha dato il via all’attività successivamente al fallimento, con un riassorbimento in parte dei 32 ex addetti.
Il contratto d’affitto della nuova società, che ha opera all'interno delle scaffalature industriali, andrà a scadere a dicembre: il capannone era stato infatti dato in locazione per 18 mesi da Sfei (altra azienda del Gruppo Transima dichiarata fallita).
Lo scopo del progetto industriale, per quanto concerne i piani iniziali, era l’acquisto. Un’operazione di carattere subordinato, comunque, all’andamento dei mercati e ai risultati che la newco sarebbe riuscita a raggiungere nel primo anno e mezzo di attività. Bisogna comprendere se tra le intenzioni di Canderan c'è comunque la partecipazione alla nuova gara competitiva.
Al contrario dell’asta di ieri, quella per la vendita di un altro immobile appartenente all’ex Transima c'era stato un risultato del tutto positivo: l’Ecoservice di Fanna, azienda che si impegna nella sverniciatura di metalli, si era aggiudicata il capannone storico dell’impresa maniaghese, che si trova nella zona industriale della città del coltello, in via Campagna.
La realtà di Fanna era stata la prima fra tutti a mettersi avanti nella procedura competitiva: aveva infatti depositato una proposta irrevocabile di andare ad acquistare la cauzione da 200 mila euro. La finalità dell’acquisto era di trasferire del tutto l'attività dell’Ecoservice nel nuovo capannone.

La Vicenza Primavera 90: Masetti si propone come mediatore

Masetti si è proprosto come mediatore per la Primavera 90, tra i sei proprietari degli appartamenti di piazza Unione Europea e i commissari liquidatori coinvolti nella vicenda.

La Piazza dell'Unione Europea a Montelupo conta ben sei famiglie che potrebbero trovarsi in strada

Sono sei le famiglie di Montelupo, che risiedono in piazza dell’'Unione Europea, che rischiano che vengano messi all'’asta i propri appartamenti dopo la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa “Primavera 90”.

Tutti gli assegnatari hanno già pagato parzialmente o quasi interamente l’'importo che era loro dovuto, ma purtroppo prima che avvenisse la messa in liquidazione coatta amministrativa.

Le parole del sindaco Paolo Masetti per spiegare meglio la vicenda

«La vicenda è, di fatto, una questione fra privati - spiega il sindaco Paolo Masetti - in cui il Comune non ha un diretto coinvolgimento. Come primo cittadino e rappresentante di tutta la comunità, tuttavia, ho ritenuto necessario cercare in qualche modo di intervenire. Se la situazione dovesse finire nel peggiore dei modi, sei famiglie si troverebbero letteralmente in strada, pur senza alcuna responsabilità. Questo lo trovo francamente ingiusto».

In che modo si è scelto di percorrere la strada dell'asta pubblica per risolvere il problema

La scorsa settimana c'è stata, giustappunto, un'asta pubblica dove i commissari liquidatori hanno effettuato la scelta di seguire la strada dell'asta pubblica. Il sindaco di Montelupo, infatti, ha presentato una richiesta perché vi fosse un incontro di carattere urgente per i primi giorni della settimana appena trascorsa ai commissari.

La spiegazione attraverso le parole di Masetti

«Desidero comprendere le ragioni che hanno determinato una tale scelta rispetto a quella alternativa delle singole vendite, tenuto conto del fatto che era stato raggiunto l’'accordo con l’'istituto bancario,creditore ipotecario fondiario; e soprattutto, capire, a questo punto, se ci sono i margini per percorrere una strada alternativa all'’asta. Ad oggi non ho ancora ricevuto una risposta da parte dei Commissari, ma confido che vi siano i margini per un confronto sereno», conclude Masetti.