Fallimento

La procedura di fallimento sembra più vicina per Sangemini


Le trattative tra i vari soggetti che stanno discutendo della faccenda, proseguono. Interessati sono:   Unicredit, la banca maggiormente esposta con il gruppo che fa capo al presidente di Sangemini, Roberto Rizzo; il gruppo Norda-Gaudianello, di cui è ormai certo il rinnovato interessamento per lo stabilimento; il broker trevigiano a cui farebbero riferimento imprenditori anche del mondo della distribuzione; la Regione, a cui fanno capo le concessioni per lo sfruttamento dei pozzi.

La volontà è di evitare il fallimento ma le ciance sono poche. Vi sarebbe la possibilità di un fallimento controllato, attraverso la nomina di un commissario al quale affidare la gestione dell’ordinaria amministrazione, garantendo la continuità della produzione e la permanenza del prodotto sul mercato. E’ poi necessario garantire ai pozzi d’acqua una manutenzione e sorveglianza continua.

Per poter salvare la Sangemini, L’Unicredit dovrebbe concordare con gli altri soggetti privati, un piano di risanamento aziendale, trasformando la parte residua dei crediti in investimenti.

La Regione dovrebbe garantire il mantenimento delle concessioni.

Gli altri creditori, dovrebbero vedersi azzerare i crediti che vantano, con la speranza di continuare a lavorare per la nuova ditta, ricevendo un po’ alla volta gli arretrati.

I 136 lavoratori della Sangemini saranno fortemente ridimensionati. Per quanto riguarda le liste di mobilità, si parla di un anno per chi ha meno di 40 anni, due anni per chi è tra i 40 e i 50, tre anni per chi ha più di 50 anni.

I sindacati di San Gemini, rappresentati da Leonardo Grimani, hanno dichiarato che: “Se nelle prossime ore non arriveranno risposte positive e certe per i lavoratori. la mobilitazione continuerà e si intensificherà, con possibili azioni anche sotto le sedi degli istituti di credito coinvolti. Alle istituzioni e alla Regione in particolare chiediamo di vigilare su quanto sta avvenendo e di far pesare il proprio potere decisionale in materia di concessioni idriche”.

L’avvocato Antonio Auricchio, uno dei legali della Sangemini che si sta occupando del tutto e che a Milano, ha incontrato i rappresentanti dell’Unicredit ha preferito non rilasciare dichiarazioni, facendo però sapere che tutti gli interessati stanno lavorando con grande senso di responsabilità, per giungere alla soluzione più adatta.